L’ascesa degli Orlando, il patto con i Gala e il racket con panettoni e champagne: la camorra a Marano

La camorra di Marano
La camorra di Marano

Nell’ultima ordinanza contro lo spaccio a Marano i magistrati hanno ricostruito come il clan Orlando ha raccolto l’eredità dei Polverino. Il passaggio di consegne ci sarebbe stato nel 2015, dopo le varie operazioni e sentenza di condanna a carico del gruppo storico dei Polverino con a capo Peppe. “Il percorso di crescita camorristica degli Orlando è legato alla storia dei Nuvoletta e dei Polverino grazie anche all’esistenza di solidi legami familiari: ed invero, la famiglia Nuvoletta è legata alla famiglia camorristica dei Lubrano, originaria di Giugliano in Campania e stanziatasi in Pignataro Maggiore. Tale legame veniva cementato da diversi matrimoni fra le due famiglie: Lubrano Raffaele (“Lello” figlio del boss Vincenzo) ha sposato Nuvoletta Rosa figlia di Lorenzo; mentre Lubrano Gaetano (fratello del boss Vincenzo) ha sposato Orlando Giuseppina (sorella di Orlando Antonio, a lungo latitante, e madre di Lubrano Armando, Raffaele e Vincenzo), cugina dei Nuvoletta. Le guerre con i clan avversari ed i provvedimenti giudiziari hanno determinato, con il tempo, il ridimensionamento del clan Nuvoletta a vantaggio di quello dei Polverino, con al comando Polverino Giuseppe — alias o Barone — che così subentrava ai Nuvoletta nel controllo delle attività illecite”. 

“Già nel nucleo criminale dei Polverino, gli Orlando avevano una rilevante collocazione sia per il traffico di hashish ma avevabo anche il monopolio della distribuzione delle buste di plastica a Quarto, Marano di Napoli e zone limitrofi”. “La roccaforte del gruppo “ORLANDO” è da individuarsi in una località dei Carrisi, esattamente all’interno del cortile di un palazzo dove abitano diversi esponenti della famiglia.

Per oltre un ventennio i Nuvoletta prima ed i Polverino poi hanno monopolizzato interi settori economici come quello agroalimentare ed edile, ma soprattutto il traffico di droga, nello specifico hashish, fonte di ingenti guadagni. Le indagini condotte nel corso del tempo hanno consentito di ricostruire il modo in cui la famiglia Orlando  sia riuscita, per un verso, a subentrare al clan Nuvoletta e, per altro, ad assumere anche il controllo delle attività cui erano dediti i Polverino. La struttura creata da Polverino Giuseppe prevedeva la costituzione, anche in territorio estero (segnatamente in Spagna), di diversi gruppi “autonomi” (fra questi l’allora denominato gruppo dei “carrisi), ma sottoposti ad un unico “capo”, consentiva la partecipazione pro quota alle importazioni di ingenti quantitativi di droga.

La disarticolazione dell’organizzazione criminale dei Nuvoletta con l’arresto anche dei vertici del clan stesso, le plurime inchieste giudiziarie che decimarono il clan Polverino, il pentimento di alcuni affiliati, l’arresto nel 2012 di Polverino Giuseppe, il successivo arresto del figlio POLVERINO Vincenzo, lo stato di latitanza dei maggiori esponenti del clan o (Brunitto Alessandro, Nappi Carlo, Ruggiero Giuseppe, Manco Ciro, recentemente tratti in arresto; e Simeoli Giuseppe e Polverino Antonio fratello di Giuseppe), il tentativo di controllo di Mariano Riccio (conclusosi con il suo arresto del 2014), hanno favorito l’ascesa del ‘sottogruppo’ degli Orlando.

Il gruppo degli Orlando con il ras Antonio detto mazzolino nell’estate del 2015 ha assunto un ruolo egemone nel contesto criminale insistente nel territorio di Marano di Napoli, Quarto, Calvizzano e zone limitrofe, imponendosi quale consorteria di riferimento, subentrando al clan Polverino.

Il legame col gruppo Gala

All’interno del clan Orlando c’era un altro gruppo che, secondo i magistrati, fa riferimento ai Gala. In particolare nell’ordinanza di parla di Antonio Gala, nipote di Giuseppe Gala, detto “peppe show man”,” fin dagli anni ’90 elemento di primo piano del clan Nuvoletta prima e dei Polverino poi; egli, unitamente ai fratelli Giovanni e Ciro, costituiva un’autonoma struttura criminale, inclusa nelle predette organizzazioni”. Il pentito Massimo Tipaldi ha parlato così dei Gala: “Il gruppo Gala è una delle strutture operative dei Nuvoletta-Polverino. Con i Gala ci occupavamo in particolare del traffico di sostanze stupefacenti o portare in occasione delle festività natalizie dei panettoni ai negozianti di Marano e dintorni. Questi oltre a consegnarvi il prezzo del panettone ci davano un’altra somma di denaro che noi chiedevamo per conto dei maranesi e per le esigenze anche dei detenuti. Ad esempio se il panettone costava 50.000 ogni negoziante doveva consegnarci la somma di 100.000 lire. I panettoni venivano consegnati a Gala”.

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