Si assottiglia la lista dei criminali più pericolosi d’Italia inseriti nel Programma speciale di ricerca dei latitanti: dopo gli ultimi arresti, sono tre i nomi ancora in fuga da decenni. Sulle loro tracce continua a lavorare il Gruppo Interforze Integrato Ricerca Latitanti (Giirl), coordinato dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale.
Attilio Cubeddu, il re dei sequestri sparito nel 1997
Classe 1947, originario di Arzana, Attilio Cubeddu è uno dei volti storici dell’Anonima sequestri sarda. Negli anni Ottanta partecipò a numerosi rapimenti a scopo di estorsione tra Toscana ed Emilia-Romagna. Il suo nome è rimasto legato soprattutto al sequestro dell’imprenditore Giuseppe Soffiantini, rapito nel giugno del 1997 e liberato dopo 237 giorni di prigionia, segnati anche da atti di violenza che scossero profondamente l’opinione pubblica.
Cubeddu era detenuto nel carcere di Badu ’e Carros per sequestro di persona, omicidio e lesioni gravissime, ma nel 1997 non rientrò da un permesso premio. Da allora è irreperibile.
Giovanni Motisi, il killer di Cosa Nostra
Nato a Palermo nel 1959, Giovanni Motisi è considerato uno dei killer più fidati dei vertici di Cosa Nostra. Ricercato dal 1998, è stato condannato all’ergastolo per associazione mafiosa, strage e omicidi.
Secondo le ricostruzioni investigative, avrebbe preso parte all’agguato del 6 agosto 1985 in cui furono uccisi il vicequestore Ninni Cassarà e l’agente Roberto Antiochia. Il suo nome compare anche nelle dinamiche interne dell’organizzazione mafiosa nei momenti più delicati della sua storia.
Nel 2025 era circolata una notizia, mai confermata, sulla sua presunta morte in Sud America, ma resta ufficialmente tra i latitanti più pericolosi.
Renato Cinquegranella, il mistero lungo oltre vent’anni
Completa la lista Renato Cinquegranella, nato a Napoli nel 1949 e ricercato dal 2002. Negli anni Ottanta era affiliato alla Nuova Famiglia e deve rispondere di associazione mafiosa, detenzione e porto illegale di armi ed estorsione.
Il suo nome è legato a uno degli omicidi più efferati della storia della camorra: quello di Giacomo Frattini, detto “Bambulella”, avvenuto nel 1982. La vittima fu torturata, uccisa e mutilata in un agguato che rappresentò una delle pagine più cruente della guerra tra clan.
Cinquegranella viene inoltre indicato come vicino ad ambienti legati al terrorismo degli anni di piombo, in particolare al commando responsabile dell’uccisione del vicequestore Antonio Ammaturo e dell’agente Pasquale Paola nel 1982.
Una caccia che dura da decenni
Tre nomi, tre storie diverse ma accomunate da una lunga latitanza e da un elevato profilo criminale. Nonostante il tempo trascorso, restano una priorità assoluta per le forze dell’ordine italiane, impegnate da anni in una caccia senza sosta che attraversa confini e continenti.
