HomeCronacaLe minacce del clan Contini al dirigente Verdoliva: ”Sfondiamo la porta”

Le minacce del clan Contini al dirigente Verdoliva: ”Sfondiamo la porta”

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Si è opposto allo strapotere del clan nell’ospedale San Giovani Bosco. Nonostante le minacce è andato avanti. Protagonista suo malgrado Ciro Verdoliva al centro dell’inchiesta sugli interessi del clan Contini sull’ospedale San Giovani Bosco. Verdoliva, che all’epoca era il Dirigente generale dell’Asl Napoli 1, avrebbe cercato di tagliare fuori l’area riconducibile al Contini dagli appalti nell’ospedale.

La sua azione amministrativa non è però passata inosservata si vertici del clan che avrebbero usato toni molto duri nei suoi confronti. In un’intercettazione del 29 febbraio 2019 il ras Teodoro De Rosa avrebbe detto: ”Adesso chiamiamo tutta la famiglia, andiamo lì e sfondiamo la porta”.

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L’indagine sul clan Contini infiltrato all’ospedale San Giovanni Bosco 

Sono 72 gli indagati nell’inchiesta della DDA di Napoli che ha colpito il clan Contini, perno dell’Alleanza di Secondigliano. Il blitz è stato condotto stamattina dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli. Dalle carte della Procura, coordinata da Nicola Gratteri, spicca il nome di Maria Licciardi che ha retto l’omonimo clan fondato dal fratello Gennaro.

Le forze dell’ordine hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Salvatore De Rosa, Pietro De Rosa, Maurizio Scapolatiello e Salvatore D’Antonio. Per i primi tre indagati è stata esclusa l’aggravante dell’associazione mafiosa

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