Insulti sessisti sui social agli indirizzi delle calciatrici della Napoli Women under 17, i giocatori under 14 dell’Oratorio don Guanella diffondono un messaggio in cui si evince il pentimento per quanto accaduto dopo il match vinto martedì scorso dalla squadra di Scampia di cui è presidente il parroco don Aniello Manganiello.
La lettera dei calciatori
Coloro i quali hanno rivolto epiteti pesanti contro le giocatrici della Napoli Woman, in una lunga lettera scrivono: «Ci scusiamo perché siamo troppo giovani per non fare errori. I nostri mister, i genitori, le persone che ci affiancano in questo progetto si impegnano costantemente a correggerci. Da lì impariamo, proprio come quando sbagliamo un tiro ma con impegno ci perfezioniamo». I calciatori ammettono di aver rivolto di «un grave insulto senza renderci conto della gravità del fatto».
L’intento, fanno capire, era quello di creare un momento «scherzoso, goliardico». Viste le polemiche e le reazioni di sdegno arrivate da più parti, non solo dalla squadra femminile, i componenti dell’Oratorio Don Guanella riconoscono che «non si fa». I calciatori aggiungono: «Ci scusiamo con i nostri Mister operatori e tutti i collaboratori, che tra mille impegni ritagliamo del tempo senza chieder nulla e donandoci dei valori. Forse qualcuno di noi avanzerà nel tempo, qualcun altro sceglierà strade diverse, ma i valori che ci condividono ogni giorno, ci aiutano a credere che qualcosa di diverso in futuro ci sarà per noi! Ce lo ha insegnato il nostro Don (Manganiello ndr.) che è l’esempio vivente».
L’invito
Le scuse vengono anche rivolte ai «tanti che si sono sentiti il dovere morale di chiamarci delinquenti: hanno ragione. Scampia molti vogliono e continuano a conoscerla così. Saremo ben lieti di accoglierli da vicino così possono capire meglio rispetto ad un freddo schermo che ci mette un nano secondo a distruggere anni di sacrifici».
Le polemiche
Alla fine dell’incontro vinto per 2 a 4 contro la Napoli Women under 17, alcuni calciatori dell’Oratorio Don Guanella si erano fatti ritrarre sui social festanti. Nelle immagini c’erano anche alcuni hashtag e le scritte: “#leavetepresep….e” oltre a:#vogliamoivostrireggiseni”. Da quel momento una valanga di insulti e parole grosse avevano riempito le pagine social riconducibili all’accaduto.
Il Comunicato della Napoli Women
Dalla Napoli Women era arrivato un duro comunicato in cui si stigmatizzava il comportamento dei calciatori del Don Guanella. «Questo non è sfottò. Non è competizione. Non è calcio. È una ferita che colpisce un gruppo di ragazze che si allenano ogni giorno, che credono nei valori dello sport, che provano a costruirsi un futuro in un mondo dove ancora devono lottare per essere accettate – il contenuto della nota della società – Nessuna ragazza dovrebbe mai sentirsi umiliata per il semplice fatto di essere donna. Nessuna dovrebbe tornare a casa dopo una partita con il peso di insulti che negano il suo diritto di esistere in questo sport. Nessuna dovrebbe vivere la sensazione che il campo, lo spazio in cui si sente libera, possa trasformarsi in un luogo ostile».
La mano tesa e l’auspicio
Nello stesso comunicato i dirigenti della Napoli Women hanno invitato la squadra del Don Guanella «a trascorrere una giornata con noi presso un centro antiviolenza e antidiscriminazione, per un momento formativo sul rispetto, sulla parità di genere, sulle parole che feriscono e su quelle che costruiscono Non per punire. Non per umiliare. Ma per offrire un’occasione vera di consapevolezza. Perché i bambini e i ragazzi di oggi non diventino gli uomini violenti di domani. Perché il calcio possa essere un luogo sicuro e inclusivo. Perché le nostre ragazze – e tutte le ragazze – sappiano che intorno a loro esiste una comunità pronta a proteggerle, sostenerle e credere in loro. Trasformiamo questo episodio vergognoso in un punto di svolta. Non per alimentare conflitti, ma per costruire – insieme – un modo diverso di stare in campo, e fuori dal campo».
Gli strascichi
Nella resto della settimana post partita sono comparsi tanti commenti pesanti contro i ragazzi della squadra dell’ Oratorio Don Guanella e i loro genitori, colpevoli di una presunta mancanza di educazione verso i i figli. Gli stessi genitori hanno però anche sottolineato come in realtà anche dalle giocatrici della Napoli Women sarebbero state proferite parole offensive nei confronti degli avversari in campo, parole che poi avrebbero scatenato la reazione (da condannare) dei giocatori dell’Oratorio Don Guanella, che poi avevano idealmente inviato un mazzo di fiori alla compagine femminile.
La denuncia delle mamme
Delle mamme, dopo il polverone alzato, hanno inoltre denunciato presunte «minacce di morte ai nostri figli e la diffusione delle foto dei protagonisti degli insulti senza coperture, cosa che costituisce reato e per il quale ci riserviamo di rivolgerci alle autorità competenti».
Il presidente del rione Don Guanella, don Aniello Manganiello, nel corso di un intervento, giovedì scorso, nel corso della trasmissione “La Radiazza” di Gianni Simioli in onda su Radio Marte, aveva confermato «la sospensione a tempo indeterminato dei calciatori» protagonisti degli insulti.
Con il gesto di un mazzo di fiori alle giocatrici della Napoli Women e ora con la lettera di scuse (ce n’era stata un’altra in precedenza di un tenore simile a quella riportata da parte della società), l’auspicio è che l’episodio possa essere definitivamente chiuso.


