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lunedì, Gennaio 17, 2022
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Dopo Astori lo sport piange ancora, stella del basket uccisa da brutto male


Aveva lasciato ricordi indelebili nella nostra pallacanestro. Henry Williams se ne è andato a soli 47 anni, troppo pochi. Era una di quelle persone che ti toccano quando le incontri, che ti lascia qualcosa dentro, che va ben oltre le prodezze sul parquet. Non a caso, chiusa la carriera da cestista, era diventato ministro di culto alla Mount Zion Missionary Baptist Church di Charlotte, nel cuore del North Carolina, fucina di talenti, il basket come religione, al pari della sua nativa Indianapolis.
HI FLY — In Italia lo aveva portato Andrea Fadini, con Verona nella stagione ’92-93. Con la Scaligera disputò tre stagioni prima del grande salto nella Benetton Treviso. Hi Fly, il suo soprannome, vinse l’mvp della regular season 1996-97, chiusa con la conquista dello scudetto sotto la guida di Mike D’Antoni. Nel ’99 arrivò anche il trionfo in Saporta, sempre con i biancoverdi. Poi Virtus Roma, il ritorno a Verona, e la chiusura ancora con Fadini a Napoli nel 2002, con la promozione in A-1. Williams, miglior realizzatore nella storia di UNC Charlotte (ora solo Charlotte), era stato scelto da San Antonio con il numero 44 nel draft ’92 ma non giocò mai nella Nba. Si costruì invece una carriera in Italia.
TRE FIGLI — Ce lo ha portato via una malattia ai reni, che lo aveva costretto alla dialisi dal 2009. Lo avevamo sentito un paio d’anni fa e ci aveva promesso un’intervista non appena si fosse rimesso un po’ in salute si legge su Gazzetta.it – Purtroppo quel giorno non è mai arrivato e ieri notte se ne è andato. “Abbiamo perso una grande persona – ha detto Jeff Mullins, suo allenatore ai tempi del college – Non era solo quel tiro micidiale e il suo modo di giocare. Era un leader, una persona di grande carattere, aveva tutte le qualità che un giovane deve possedere, alle quali aggiungeva un notevole talento come giocatore di basket”. Una volta ritiratosi, rientrato negli Usa, si era dedicato al settore immobiliare, aprendo poi una compagnia di software e in seguito un’altra che commerciava in distributori automatici, aiutando la moglie Katrina nel negozio di famiglia di calzature. Oltre a lei, lascia tre figli, Kristen, Lauren e Brice. E i cuori spezzati di chiunque ha avuto la fortuna di incrociarlo nel suo cammino.

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