Comune di Marano
L’istruttoria completa di ispezione, è stata firmata dal prefetto di Napoli Marco Valentini

A cura di Angelo Covino

Sarà il prossimo Consiglio dei ministri previsto per venerdì, salvo rinvii, a decretare lo scioglimento o meno del Comune di Marano di Napoli. L’istruttoria completa di ispezione, è stata firmata dal prefetto di Napoli Marco Valentini, dopo essersi confrontato con il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, composto dal Procuratore della Repubblica, dal Questore e dai rispettivi Comandanti Provinciali della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri di Napoli. Il documento contenente centinaia di pagine con la dicitura “Atti Riservati”, è sul tavolo del Ministro dell’Interno Luciana LaMorgese, la quale dovrà valutare la consistenza degli elementi raccolti dalla commissione d’accesso agli atti, sui quali fondare l’eventuale proposta di scioglimento. Poi la valutazione finale sarà decisa dalla politica nel tavolo del Consiglio dei ministri.

Certo è che la commissione d’indagine inviata al Comune di Marano lo scorso 2 ottobre 2020, al termine dei lavori conclusosi agli inizi di marzo di quest’anno, hanno stilato una relazione diretta al prefetto di Napoli Valentini, in cui sono state rappresentate in modo dettagliato tutti gli esiti degli accertamenti ispettivi che potrebbero portare allo scioglimento. Per Marano si tratterebbe del quarto scioglimento per camorra. L’esito finale della commissione d’accesso è stato chiaro ed univoco.

Marano: Si scava tra i documenti amministrativi

Il pool ispettivo formato dal vice prefetto Roberto Esposito (che ha assunto le funzioni ed il ruolo di Coordinatore), dal funzionario antimafia Salvatore Carli e dal Capitano Luca Battistelli del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli, ha spulciato documenti amministrativi, delibere, determina di pagamento, incarichi professionali, contratti di appalto con alcune ditte, verificato condotte e tanto altro ancora, per verificare, appunto, se il lavoro svolto dagli amministratori locali, è stato cristallino e limpido, oppure se ha subito ostacoli da soggetti che non volevano che le cose andassero per il meglio, oppure se quello che non è stato fatto fino adesso, è frutto di una cronica incompetenza ed incapacità ad amministrare la cosa pubblica.

O, peggio ancora, se ci sono stati tentativi di infiltrazione e/o di collegamenti della criminalità organizzata nel contesto dell’amministrazione del suddetto Comune. Un lavoro rigoroso ed imparziale quello svolto dalla Commissione d’accesso, che è durato sei mesi e che è stato lungo e faticoso.

Il sindaco Rodolfo Visconti

Il sindaco Rodolfo Visconti, si dichiara fiducioso sull’operato della sua amministrazione ed in caso di un eventuale scioglimento, ha già annunciato battaglie amministrative con un ricorso al Tar. Di sicuro Visconti si è trovato con una macchina comunale al collasso senza risorse umane, finanziarie e strumentali. Se poi a questo si aggiunge l’ostruzionismo di alcuni uffici di fondamentale importanza e la mancanza di collaboratori validi, la partita è persa in partenza. Visconti avrebbe dovuto prestare più attenzione a chi lo voleva consigliare per il meglio e alzare la voce dove era necessario.

Ricordiamo che l’applicazione della misura di scioglimento di cui all’art.143 del D.lgs 267/2000, è complesso, in quanto articolato in più fasi: la prima è improntata dalla richiesta di delega al Ministro dell’Interno; la seconda costituita dalla Commissione di accesso d’indagine che nelle proprie attività ispettive, redige un rapporto da sottoporre al prefetto. Sul contenuto del rapporto, spesso viene sentito il Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica. Il tutto poi trasmesso al prefetto e al ministro dell’Interno che valuterà se proporre o meno lo scioglimento del Consiglio Comunale. Nella terza fase intervengono il Consiglio dei ministri e in ultimo il Presidente della Repubblica.

 

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