«Mi fai vomitare», Georgette accusata di farsi pubblicità con la sua malattia

Georgette Polizzi è stata duramente attaccata su Instagram. Un commento, al quale lei ha risposto, ha scatenato la rabbia del web.

VERGOGNA SUL WEB

La ragazza, ormai lo sappiamo, ha scoperto di avere la sclerosi multipla. Da allora continua a fare le terapie per cercare di riprendere l’uso delle gambe. Tra una terapia e l’altra, la ragazza non ha abbandonato la passione per la moda, è infatti stilista e ha un proprio brand da anni. Con i suoi video continua a dire di affrontare la malattia, e infonde coraggio e forza ai malati di sclerosi multipla, dalla quale non si guarisce. Per questo, continua a dire che, oltre alle terapie, è importante anche la testa. Ma oggi, tra i mille utenti che si complimentano con lei, ne è apparso uno vergognoso.

Ma scrivere queste cazzate non ti fa vergognare? La sclerosi multipla non è una malattia di testa, ma una malattia del corpo! O ti sei ammalata perchè la tua testa voleva essere malata? Per vendere due stracci… Per cortesia! Amati due minuti e capisci cosa ti sta succedendo davvero, che fai vomitare!. Questo commento, poi cancellato, ha scatenato la rabbia degli utenti. Georgette, però, non è una che le cose le manda a dire, ed ha risposto. “Rido perchè davanti a certi commenti mi viene solo da ridere! E di vergognarmi non ci penso… l’unico motivo per il quale mi vergogno è che esistano persone come te, alle quali viene permesso di avere un social”.

Dopo la risposta al commento, Georgette ha deciso di scrivere anche un post per commentare quanto accaduto. “Io non mi sono mai e ripeto mai permessa di dire che si guarisce dalla sclerosi multipla con la testa. Ho semplicemente detto che nelle malattie autoimmuni è importante non abbattersi ed essere positivi e propositivi verso se stessi per ottenere risultati migliori… Chi si abbatte fa il doppio della fatica! Non ho mai detto che non servono le terapie ma solo la testa, prima di sparare sentenze siete pregati di comprendere bene ciò che dico. Non posso credere che in una fase così delicata della mia vita sono costretta a dovermi difendere da polemiche del genere“.