Omicidio fuori la scuola, tra gli arrestati anche il cognato del boss: sfuggì ad un agguato mesi fa

Tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita questa notte da carabinieri e polizia ed emessa dal Tribunale di Napoli su richiesta dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea figura anche Giovanni Salomone, cognato del boss Salvatore D’Amico ‘o pirata (l’altro è Giovanni Borrelli, di Portici mentre un terzo indagato, Pasquale Ariosto di San Giorgio a Cremano e fedelissimo di Umberto Luongo ‘Uomo nero’ è al momento latitante). Come anticipato da Internapoli mesi fa, a partecipare all’agguato costato la vita a Luigi Mignano (cognato a sua volta del boss Ciro Rinaldi ‘My way’) c’era dunque un’ottava persona. Un ottavo uomo che partecipò, con modalità organizzative e logistiche, all’omicidio avvenuto davanti alla scuola Vittorino da Feltre. Sarebbe stato quest’ultimo uomo ad aiutare Giovanni Improta e Giovanni Musella, a distruggere il ciclomotore usato per l’agguato. Un ottavo uomo su fin da subito si concentrarono le ricerche degli uomini della squadra mobile capaci allora, insieme ai carabinieri, di chiudere il cerchio in pochi giorni su una vicenda che tanto sdegno aveva suscitato riuscendo a piazzare cimici nell’abitazione di Umberto D’Amico e avendo così la ‘conferma’ del coinvolgimento dei ‘Gennarella’ di via Nuova Villa nell’omicidio.

Giovanni Salomone è un volto conosciuto alle forze dell’ordine. Oltre ad essere cognato dei D’Amico sarebbe anche un membro attivo del loro gruppo di fuoco. Talmente importante da essere finito nel mirino dei killer dei Rinaldi. Il 13 aprile del 2018 in corso Protopisani furono esplosi sette colpi all’indirizzo dell’uomo che riuscì a ripararsi dietro alcune auto in sosta venendo ferito di striscio ad un braccio. Secondo gli inquirenti quell’agguato fu una risposta alle continue stese avvenute sotto le abitazioni dei boss del rione Villa. Giovanni Salomone è stato accompagnato questa mattina presso il carcere di Secondigliano.