Rimozione, con ripristino dello stato dei luoghi tramite ordinanza comunale, dei murales raffiguranti i volti di Luigi Caiafa e Ugo Russo, due giovani ragazzi morti dopo gli spari delle forze dell’ordine a seguito di due tentativi di rapina. I comitati non ci stanno e reputano sbagliata la decisione assunta dall’amministrazione di Luigi de Magistris.

La vicenda

Andiamo con ordine prima di specificare le posizioni del Comune e dei membri dei comitati come quello Verità e Giustizia per Ugo Russo. La famiglia dello stesso Ugo Russo, il 15enne che tentò nel marzo del 2020 di sottrarre a Santa Lucia, armato di una pistola giocattolo, un rolex ad un carabiniere fuori servizio il quale reagì sparando al ragazzo uccidendolo, ha chiesto che si facesse chiarezza sull’accaduto e rispetto alla dinamica dei fatti. A perseguire lo stesso intento anche il Comitato Verità e Giustizia per Ugo Russo, che battono soprattutto sul tasto della mancata diffusione dei risultati autoptici sul corpo del ragazzo. A novembre del 2020 su una parete di un condominio privato di piazzetta Parrocchiella a Santa Maria Ognibene, nella parte alta dei Quartieri Spagnoli, l’artista Leticia Mandragora disegnò il volto di Ugo Russo e la scritta Verità e Giustizia.

«Vogliamo far capire come in alcune zone di questa città i ragazzi crescano senza prospettive, non è una celebrazione», hanno sempre sostenuto dal Comitato per cercare di sopire le polemiche. Un murales con il suo volto e un altarino in via Sedil Capuano, di recente sequestrato perché sorto privo di autorizzazioni, anche per Luigi Caiafa un altro diciassettenne morto ad ottobre scorso dopo un tentativo di rapina, compiuta insieme a Ciro De Tommaso (figlio del famigerato Genny a Carogna, ultrà del Napoli condannato per traffico di stupefacenti), sempre con una pistola dimostratasi finta, ai danni di chi si trovava in quel momento all’interno di un’auto Mercedes Classe A. Sul posto arrivò una pattuglia di Polizia e gli agenti questa la dinamica spiegata, esplose alcuni colpi di pistola quando si accorsero che i rapinatori avevano puntato la pistola contro di loro. I proiettili colpirono Caiafa, uccidendolo. Lo scorso 31 dicembre è stato ucciso all’interno del basso in cui viveva anche Ciro Caiafa, il papà di Luigi.

L’ordinanza comunale

Qualche giorno fa l’annuncio dell’amministrazione comunale con una nota congiunta del vicesindaco Carmine Piscopo, dell’assessore ai Giovani Alessandra Clemente e al Decoro Urbano e Creatività Luigi Felaco. «Gli uffici del Comune di Napoli, a seguito di accurata istruttoria, stanno lavorando a due ordinanze per chiedere il ripristino dello stato dei luoghi ai condomini privati, non essendo di proprietà comunale i muri dove insistono i due murales.” Lo affermano in una nota congiunta il vice sindaco Carmine Piscopo e gli assessori Alessandra Clemente e Luigi Felaco. «Per ciò che attiene la rappresentazione del volto di Luigi Caiafa – l’aggiunta della nota – la polizia locale è intervenuta in via Sedil Capuano, sequestrando un altare marmoreo, completamente abusivo, che era stato realizzato su pubblica strada in memoria del defunto. Con l’avallo di tutte le istituzioni preposte, siamo sicuri che anche l’opera muraria non autorizzata, di natura celebrativa, sarà rimossa, scaduti i termini della diffida al condominio privato». Sul murales di Ugo Russo ai Quartieri Spagnoli, questa la posizione assunta dalla giunta comunale: «È necessario che l’opera evolva in un nuovo murale che non si presti a interpretazioni sbagliate. Lo faremo insieme alle associazioni, comitati interessati, comunità educante. Oltre alla rimozione dell’opera, mai autorizzata, ci convince l’idea di un nuovo murale dotato di tutte le autorizzazioni del caso, affinché i valori della legalità e della giustizia siano sempre più patrimonio condiviso, non solo delle istituzioni, ma di tutta la società, dei giovanissimi che vanno strappati alla criminalità e alla povertà educativa e che attraversano tutti i giorni quella e altre piazze».

La risposta dei Comitati

A contrastare la posizione del Comune è soprattutto il Comitato Verità e Giustizia per Ugo Russo che risponde a muso duro.  «Si continua a scrivere da parte dell’amministrazione comunale che il murales non è autorizzato, ma questa affermazione è ambigua e incomprensibile. Il murales è realizzato sulla facciata di un palazzo privato non vincolato con l’autorizzazione scritta del Condominio. Molti giorni prima di realizzarlo abbiamo seguito tutte le procedure previste, facendone comunicazione formale alla II Municipalità, alla Polizia Municipale e al Commissariato di polizia. Nessuno di questi enti ha ritenuto di dover porre obiezioni».

Risposta anche all’assessore Clemente, che sabato scorso ha incontrato i familiari di Ugo Russo ribadendo la disponibilità al dialogo con l’amministrazione: «Sul tavolo per l’arte murale che fa riferimento al suo assessorato non ci risulta nè ci è stato detto abbia un ruolo istituzionalmente formalizzato. Francamente – è l’attacco –  cercare cavilli urbanistici o addirittura di “decoro” è ipocrita e anche abbastanza grottesco in piazza Parrocchiella ai Quartieri Spagnoli tra palazzi dissestati anche di proprietà comunale, muri totalmente scrostati, impalcature perenni, assenza di strutture sociali pubbliche, discariche con l’amianto restate in strada anche due anni malgrado le petizioni raccolte, sprofondamenti del manto stradale a causa delle rotture nelle tubature dell’acqua». Poi la chiosa in relazione anche al caso di Luigi Caiafa. «In generale tutto questo accanimento mediatico, retorico e istituzionale per cancellare murales fossero anche solo rivolti alla memoria di minorenni uccisi che sicuramente avevano fatto scelte sbagliate, ma altrettanto sicuramente non erano dei boss, ci sembra una facile strumentalizzazione che nulla ha a che vedere con le ragioni della lotta alle mafie».

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