Fino alla scorsa stagione Daniele Chiffi era quasi una garanzia per il Napoli. Con il fischietto di Padova gli azzurri erano imbattuti: 11 vittorie su 13 partite, con due pareggi. Uno di questi, l’1-1 contro il Verona all’ultima giornata della stagione 2020/21, costò la qualificazione in Champions, ma non intaccò la statistica positiva.
Quest’anno, però, il copione si è ribaltato. Tre partite dirette da Chiffi, tre sconfitte. Tutte in trasferta. E tutte accompagnate da episodi discussi.
Il primo caso è stato Milan – Napoli (2-1). In quell’occasione l’arbitro espulse Estupinian soltanto dopo il richiamo del Var, per un evidente fallo da rigore su Di Lorenzo travolto sulla linea di porta. Una gestione che aveva già acceso polemiche.
Poi la sconfitta di Bologna del 9 novembre 2025. Nell’azione che porta al 2-0 dei felsinei, il Napoli protesta per una trattenuta evidente di Ferguson su Hojlund. Dal contatto nasce la reazione del danese, la punizione e, di lì a poco, la rete che chiude la gara. Un episodio che ha lasciato strascichi.
Infine, la gara di ieri a Bergamo contro l’Atalanta. Prima il rigore concesso e poi revocato dal Var per un contatto tra Hojlund e Hien. Poi l’annullamento del gol del 2-0 firmato da Gutierrez per un presunto fallo del danese sul difensore svedese, decisione giudicata da molti incomprensibile.
Il dato è freddo come un referto: tre partite, zero punti. Ma il rumore non è solo statistico. È nella percezione di una gestione che, da portafortuna, si è trasformata in fattore di tensione. Nel calcio, si dice che gli arbitri non decidano i campionati. Però certe direzioni, quando si ripetono, finiscono inevitabilmente sotto la lente.
