Campagna acquisti e nuovo modulo, Spalletti disegna il Napoli del futuro
Campagna acquisti e nuovo modulo, Spalletti disegna il Napoli del futuro

Alle ora 15 è iniziata la conferenza stampa per la presentazione di Luciano Spalletti sulla panchina del Napoli.

SULLA PANCHINA DEL NAPOLI – «Da quando ho saputo che sarei diventato allenatore del Napoli, non ho mai tolto gli occhi da questa squadra. Perché questo è un gruppo forte. Sono orgoglioso di venire a Napoli perché siederò su una panchina dove ha giocato Diego Armando Maradona. E poi questa – ricorda Spalletti –  è la città di San Gennario: qui il calcio ed i miracoli sono la stessa cosa».

SUL RITORNO AD ALLENARE – «Ho avuto la possibilità di stare un po’ a casa. Sono stato con la mia famiglia, ho vissuto in campagna ma ho guardato comunque tutte le partite»

LE PAROLE AI TIFOSI – «Abbiamo solo una risposta, solo una possibilità: il calcio giocato va accostato ai risultati, per essere credibile. Ai tifosi del Napoli – dice Spalletti – quello che dai te lo rendono con gli interessi, questo è un progetto importante. Mi piace lo slogan “Sarò con te”, che è stata la canzone di battaglia per tante partite. Quello è uno slogan che non deve mai mancare in ambienti come questi, ma qui è la città che ti porge la mano. Noi dobbiamo arrivare lontano, ma dobbiamo saper gestire l’importanza di indossare questa maglia. Qui sono quasi tutti tifosi del Napoli – le parole del tecnico del Napoli – quindi dobbiamo restituire quest’amore con il comportamento e la disponibilità in campo.

QUESTIONE INSIGNE

«Secondo me sarebbe meglio parlare prima con il giocatore e poi con voi. Io di Insigne posso parlare bene, con lui ci ho dialogato telefonicamente per fargli i complimenti dopo un gol fatto all’europeo. Naturalmente ci sono altre questioni, altre situazioni e quelle vanno analizzate quando lui torna insieme a noi. Al momento però noi dobbiamo fare i complimenti sia a lui che a Di Lorenzo, che stanno disputando un europeo grandioso. Il nostro terzino è invece un giocatore completo, forte fisicamente e che si adatta a fare tutto, facendolo con grande qualità. Poi, ovviamente, i miei complimenti a Mancini per la squadra che ha allestito: è abbastanza visibili che questa è una vera e propria squadra. Ha speso il suo tempo per allenare per passare la partita nella metà campo avversaria: sono convinto – spiega Spalletti – che i suoi allenamenti siano svolti per attaccare e fare gol».

 

SUL 23 MAGGIO – «Non so quello che è successo, ma questi ragazzi per il Napoli hanno fatto molto. Si dà la colpa ad un gol non fatto, ma nel girone di ritorno hanno fatto tante belle cose. Bisogna mettere in campo sempre il massimo, la forza e credere di avere le potenzialità per guardare in faccia ogni avversario».

SUL MISTERO DI JUVE-INTER – «Mi sembra che ci sia stato un cambiamento anche nella classe dirigenziale dell’AIA. Io ne conosco molti perché sono anche abbastanza anziano. Per me diventa difficile andare a sindacare per andare a contestare un episodio: io ho fiducia in generale, specie per le persone che ci sono ora e che mi hanno arbitrato anche quando ero giocatore. Sotto questo aspetto qui mi spiace, ma non posso aiutarti».

EMERSON PALMIERI AL NAPOLI? – «Sì, avrei potuto chiamarlo».

SU OSIMHEN – «È uno che attacca la profondità. Permette di fare alzare la linea difensiva e negli spazi ha una grande qualità. È un calciatore che sa fare gol e che si danna per la squadra. A lui interessa coprire quegli spazi e quei metri per non lasciarli agli altri. La sua roba deve portarla con sé, lui è un attaccante forte che il Napoli può vantare di avere».

SUL MODULO – «Modulo 4-2-3-1 o cambio? II 4-2-3-1 è la base. Se si parla di calcio attuale le squadre più brave hanno fatto vedere la qualità dei calciatori. Contano loro. Il 4-2-3-1 si modella col possesso palla, quasi tutte ora vanno ad occupare le due piazzole sulla linea difensiva avversaria aperte sulle fasce».

 

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