A pochi giorni dalla tragica scomparsa del piccolo Domenico, il bambino di due anni morto dopo un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli, la famiglia trasforma il dolore in una missione di solidarietà.
Nasce la fondazione “Domenico Caliendo”, mamma Patrizia: “Nessun altro bambino dovrà soffrire”
Questa mattina, la madre Patrizia Mercolino, accompagnata dall’avvocato Francesco Petruzzi, si è recata presso lo studio del notaio Roberto Dante Cogliandro in via dei Mille per costituire ufficialmente la Fondazione “Domenico Caliendo”.
La nascita della Fondazione ha l’obiettivo di onorare la memoria di Domenico attraverso un impegno concreto. Come spiegato dai genitori, l’ente avrà finalità specifiche: “Mio figlio non sarà dimenticato”, ha dichiarato Patrizia Mercolino. “Oggi lavoriamo perché ciò che è accaduto a lui non succeda a nessun altro bambino”.
Parallelamente all’impegno sociale, prosegue senza sosta l’attività della Procura di Napoli. Gli inquirenti hanno inoltrato una richiesta di incidente probatorio per analizzare nel dettaglio ogni fase del trapianto fallito lo scorso 23 dicembre.
Sale a sette il numero degli indagati
Il numero degli indagati è salito a sette: si è aggiunta alla lista una dirigente medico dell’ospedale Monaldi. Le ipotesi di reato e gli accertamenti richiesti riguardano:
- Rispetto delle linee guida: Verifica della correttezza nelle fasi di prelievo, trasporto e trapianto dell’organo.
- Stato del cuore: Analisi delle reali condizioni del muscolo cardiaco al momento dell’arrivo a Napoli.
- Scelte chirurgiche: Valutazione dell’adeguatezza degli interventi eseguiti dall’equipe.
L’avvocato Francesco Petruzzi ha depositato un’integrazione chiedendo di inasprire l’ipotesi di accusa da omicidio colposo a omicidio volontario con dolo eventuale. Secondo il legale, il trapianto poteva essere rinviato: “Domenico non era un bambino moribondo, attendeva un cuore da due anni e avrebbe potuto aspettare ancora. Nella cartella clinica non risulta alcun ‘ok’ formale sulla verifica della validità e dell’integrità dell’organo arrivato”.
Mentre la città si stringe attorno alla famiglia, l’attenzione resta alta sulle decisioni del GIP di Napoli in merito all’incidente probatorio. La madre di Domenico ha ribadito la sua fiducia nelle istituzioni: “È arrivato il momento della verità. Le autorità faranno il loro lavoro e verrà scoperto tutto”.

