«Noi non abbiamo paura di nessuno», quando quelli delle Case Nuove andarono alla Sanità a sfidare i Sequino

Dalle pagine dell’ultima ordinanza di custodia cautelare che ha smantellato il clan Sequino emergono i rapporti che il gruppo di via Santa Maria Antesaecula intratteneva con altri clan della malavita partenopea. Oltre ai rapporti consolidati con i Buonerba di via Oronzio Costa e con il gruppo del Cavone (prova ne è l’agguato costato la vita a Salvatore Esposito e Ciro Marfè) le attività di intercettazione hanno disvelato un legame anche con Salvatore Barile, elemento di spicco del clan Mazzarella (cugino di Francesco Mazzarella ‘o parent capo indiscusso del gruppo del rione Luzzatti), persona su cui Salvatore Sequino ed i suoi uomini sanno di potere contare, sia in termini di appoggio militare (come dimostrano le conversazioni relative al progetto omicidiario di Patrizio Vastarella) sia per risolvere problemi di natura economica.

Dalle intercettazione emergono anche rapporti con quelli delle Case Nuove che vantavano un credito con gli stessi Sequino. Un episodio rivela però che i rapporti con tale gruppo sono stati contrastati visto che quest’ultimi, al fine di recuperare i loro soldi, avevano mancato di rispetto ai Sequino andando a fare una ‘sfilata’ proprio a Santa Maria Antesaecula.  Il 30 giugno 2016  nell’abitazione di Silvestro Pellecchia, veniva captata una conversazione da cui emergeva che i Sequino aveva rapporti con gli esponenti dei gruppi criminali della Case Nuove, ossia la zona posta nei pressi dell’ospedale Loreto Mare. Un soggetto non identificato, nella fattispecie, raggiungeva l’abitazione di Pellecchia riferendogli che quelli delle case nuove si erano rivolti in malo modo verso gli affiliati “Sono venuti quelle delle Case Nuove hanno preso il malo modo a tutti quanti”; nel proseguo interveniva Salvatore Pellecchia, il quale chiedeva all’interlocutore dove fosse avvenuto l’incontro e se ad esso avesse partecipato Giovanni Sequino detto Gianni GianniE dove hanno parlato con questi qua? Ah non hanno parlato con Gianni?”.

 Silvestro, a questo punto, asseriva che  Giovanni si era nascosto ed aggiungeva che quelli delle case nuove si erano presentati in quattro a bordo di due motociclette “Gianni si era nascosto…inc… e me ne vado anche io ….inc…tu non hai avuto a che fare e che vuoi da me4 persone su due motociclette, ”; la cosa dava molto fastidio al  Silvestro, che interpretava l’azione delle citate persone come un affronto nei loro confronti “…“ci state prendendo per il culo, ma cosa avete capito””.

Nel proseguo Silvestro asseriva che queste persone pretendevano la somma di 16mila euro, ma il figlio Salvatore lo correggeva asserendo che il debito, in realtà, era di appena 6.000 euro “Ma quali sedici mila euro?Ma quando mai…..del…inc… forse….da qua deve avere solo 6 mila se non mi sbaglio”.

Pellecchia, di contro, faceva notare al figlio che quanto asseriva, relativamente all’entità del debito, contrastava con le parole di SEQUINO Giovannitu dici 6 mila Gianni dice 10”; Silvestro, inoltre, si lamentava del fatto che Gennaro Passaretti si era nascosto per non affrontare gli emissari della case nuoveGenni si è nascosto Toto, le cose che fanno sempre”. Salvatore Pellecchia, ritenendo un affronto l’atteggiamento degli esponenti delle case nuove, i quali si erano imposti presentandosi nel feudo dei Sequino, asseriva che bisognava affrontarli in malo modo, sebbene avessero ragione “Io li prenderei malamente proprio Papà a questi scemi Che vengono a impostarsi a casa nostra?Però tu dici che da una parte hanno anche ragione E che siamo scemi?”. Il giovane pur riconoscendo le ragioni dei suddetti emissari, affermava che, al posto del padre, gli avrebbe fatto capire l’oltraggio che stavano perpetrando nei loro confronti, sottolineando, contestualmente, che i Sequino non temevano nessuno “Io dicevo “o frà”, se stavo io, … Tu dei soldi hai ragione…”o frà” tu dei soldi hai ragione …. ma tu qu giù non ti non venire ad impostarti qua giù “si spezza la corda” perchè noi non abbiamo paura di nessuno, quello da una parte ha anche ragione…”.