Omicidio Autuori, solo Tesone sceglie il rito ordinario: alla sbarra i ras di 3 clan

Gli imputati nell'omicidio Autuori

Sei hanno scelto il rito Abbreviato, uno quello ordinario. Questa la decisione degli imputati nel processo sull’agguato che è costato la vita ad Aldo Autuori, imprenditore nel settore dei trasporti. Trucidato mentre ero in strada su mandato di due clan, i Di Martino di Castellammare ed il clan Mallardo di Giugliano.  Alla sbarra ci sono Francesco Mogavero  di Pontecagnano (ritenuto il mandante), i presunti killer prestati dal clan Mallardo Antonio Tesone e Gennaro Trambarulo, di Giugliano, Luigi Di Martino  “O’ profeta” di Castellammare di Stabia, del clan Cesarano con funzioni di intermediario con Francesco Mallardo di Giugliano e il “gemello” Enrico Bisogni di Bellizzi e Stefano Cecere del clan Mallardo, l’uomo che avrebbe – secondo l’accusa – agevolato il collegamento tra Di Martino e Tesone, alias “l’uomo della masseria”. Solo Tesone (difeso dall’avvocato Michele Giametta) ha optato per il rito ordinario che si terrà il 9 luglio mentre tutti gli altri hanno scelto l’Abbreviato la cui udienza è prevista davanti al gip il prossimo 10 Settembre. Nel collegio difensivo tra gli altri gli avvocati Paolo Trofino, Luigi Gargiulo, Dario Vannetiello, Franzese, Mellella rito abbreviato 10 settembre

Il delitto di Aldo Autuori 

Erano le 20.30 del 25 agosto 2015 quando Aldo Autuori, un piccolo boss che stava provando a mettersi in proprio, venne affrontato dai sicari a Pontecagnano. I primi due colpi di una calibro 9 non lo uccisero. sanguinante, tentò di scappare rifugiandosi in un vicolo. ma i due sicari, con casco integrale in sella a uno scooter, lo raggiunsero e lo finirono esplodendo altri due proiettili. Aldo Autuori era nei pressi di un bar in piazza a Pontecagnano Faiano.

Il movente

Il delitto metterebbe in luce una collaborazione tra diversi clan campani. E’ stata necessaria una sinergia tra la procura antimafia salernitana e quella napoletana. La ricostruzione della Dda descrive come mandanti dell’omicidio Francesco Mogavero ed Enrico Bisogni. Sono due elementi di spicco del clan Pecoraro-Renna operante nella Piana a Sud di Salerno. I due si sarebbero rivolti a Luigi di Martino chiedendogli una “collaborazione” per l’esecuzione materiale dell’omicidio. Di Martino, a sua volta, avrebbe fatto da intermediario tra i mandanti e gli esecutori materiali del delitto rivolgendosi a Francesco Mallardo. Questo avrebbe, poi, dato incarico di uccidere Autuori ad Antonio Tesone, alias ‘uomo della masseria’, e a Gennaro Trambarulo.

Le risultanze investigative

Francesco Mallardo, che all’epoca dei fatti era sottoposto al regime della libertà vigilata a Sulmona, sarebbe stato, più volte, contattato e raggiunto in Abruzzo da Luigi Di Martino. A questo avrebbe fornito la disponibilità dei suoi uomini a compiere il delitto. In questo contesto, si inserisce la figura di Stefano Cecere, stretto collaboratore Di Mallardo. Avrebbe fatto da trait d’union con Luigi Di Martino. Dalle investigazioni, è emerso “il forte legame tra Francesco Mogavero ed Enrico Bisogni con Luigi Di Martino del clan Cesarano.