Omicidio Cesarano, dopo Annunziata caccia all’ultimo componente del commando

E’ caccia aperta all’ultimo componente del commando che partecipò alla stesa che, nel settembre del 2015, costò la vita all’innocente Genny Cesarano. Dopo Ciro Perfetto, Luigi Cutarelli, Antonio Buono, Vincenzo Di Napoli (poi ucciso a sua volta) e, ultimo, Gianluca Annunziata manca l’ultimo nome della paranza che quella tragica notte fece fuoco in piazza per ‘vendicare’ un raid avvenuto qualche ora prima a Miano da parte degli Esposito-Genidoni, i cosiddetti ‘Barbudos’. Fondamentali sono state le rivelazioni di Mariano Torre, ex esponente del clan Lo Russo e partecipe di quell’azione armata.

Ma chi è Mariano Torre, l’uomo che sta facendo tremare Miano. Durante la detenzione di Lo Russo era l’uomo deputato ad avere i contatti con la famiglia del capoclan, poi con l’uscita del boss ne diviene uno dei suoi luogotenenti più fedeli. «Prima che uscisse Carlo non avevo mai ucciso nessuno, per questo dico che i Lo Russo mi hanno rovinato la vita e Carlo Lo Russo in particolare. Prima della sua scarcerazione facevo già parte del clan, mi occupavo di droga ed estorsioni ma non avevo mai ucciso nessuno, ho solo partecipato all’agguato a Francesco Sabatino, nel periodo in cui Salvatore Scognamiglio aveva fatto la scissione, o meglio, aveva tentato di estromettere Antonio Lo Russo dal comando del clan», questo uno stralcio dei verbali di Torre resi ai magistrati quando annunciò il suo pentimento.