Omicidio fuori lo stadio, il pentito accusa il boss Gionta:«Ci confidò della vendetta»

«Avrei voluto vedere se fosse successo a tuo figlio». Una risposta secca, da parte di un boss che alle parole preferisce la scrittura, la sua passione anche in carcere, dove ha scritto poesie, canzoni e addirittura un romanzo autobiografico sulla vita al 41bis titolato «Aldulk il ribelle». Quella frase è stata riferita dal collaboratore di giustizia Francesco Raimo ed attribuita al suo compagno di cella dell’epoca (era il 2006), il boss poeta di Torre Annunziata Aldo Gionta, primogenito del capoclan Valentino e papà di Valentino junior, tre generazioni di camorristi detenuti al regime del carcere duro per la loro capacità dicomunicare con l’esterno, dando ordini anche se detenuti. La notizia è riportata dal Mattino e fa riferimento al celebre omicidio di Natale Scarpa, ras dei Gallo-Cavalieri, avvenuto all’esterno dello stadio Giraud.

A Carnevale, anno 2006, il figlio di Aldo Gionta, Valentino junior, all’epoca 14enne, lanciò un uovo marcio addosso a Natale Scarpa. Il colonnello dei Gallo-Cavalieri reagì allora colpendolo con uno schiaffo. La sua risposta, a Palazzo Fienga, venne vista come un affronto da lavare via col sangue. Da qui, poi, la spedizione di morte