Parcheggiatori abusi col reddito di cittadinanza a Napoli, raffica di denunce e controlli
Parcheggiatori abusi col reddito di cittadinanza a Napoli, raffica di denunce e controlli

Nelle ultime settimane l’attività del Reparto Motociclisti della Polizia Locale si è concentrata  sulla prevenzione e la repressione dell’attività dei parcheggiatori abusivi. In questo periodo, infatti, gli agenti hanno effettuato 1160 controlli durante i quali  18 sono stati gli stranieri identificati alla guida di veicoli e 17 le persone deferite all’Autorità Giudiziaria a vario titolo.

Posti in sequestro  136 veicoli e 75 sottoposti a fermo amministrativo. Ritirate invece 66 patenti di guida, nonché alienati 25 veicoli per illeciti  in contrasto con il Codice della strada.

Sono 17 i parcheggiatori colti in flagranza di reato e deferiti all’Autorità Giudiziaria per la reiterazione della violazione. Altri 3 per violazione del Decreto Sicurezza in quanto gravati dal D.A.C.U.R. (Divieto di Accesso in Aree Urbane). Uno, infine,  deferito per omessa comunicazione delle variazioni del reddito e del patrimonio perché facente parte di nucleo percettore di reddito di cittadinanza.

Come si perde il reddito di cittadinanza?

Vi sono determinate circostanze in cui il Reddito di cittadinanza può essere perso o ridotto.

Si prevede la decadenza dal Reddito di cittadinanza quando uno dei componenti il nucleo familiare:

  • Se non si effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro;
  • Quando non si sottoscrive il Patto per il lavoro ovvero il Patto per l’inclusione sociale;
  • non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  • Quando non aderisce ai progetti utili alla collettività, nel caso in cui il comune di residenza li abbia istituiti;
  • Se non accetta almeno una di tre offerte di lavoro congrue oppure, in caso di rinnovo, non accetta la prima offerta di lavoro congrua;
  • non comunica l’eventuale variazione della condizione occupazionale oppure effettua comunicazioni mendaci producendo un beneficio economico del Reddito di cittadinanza maggiore;
  • non presenta una DSU aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare;
  • venga trovato, nel corso delle attività ispettive svolte dalle competenti autorità, intento a svolgere attività di lavoro dipendente, ovvero attività di lavoro autonomo o di impresa, senza averlo comunicato.

Le sanzioni

Chiunque presenti dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere oppure ometta informazioni dovute è punito con la reclusione da due a sei anni. È prevista, invece, la reclusione da uno a tre anni nei casi in cui si ometta la comunicazione all’ente erogatore delle variazioni di reddito o patrimonio, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio. In entrambi i casi, è prevista la decadenza dal beneficio con efficacia retroattiva e la restituzione di quanto indebitamente percepito.

Se l’interruzione della fruizione del Reddito di cittadinanza avviene per ragioni diverse dall’applicazione di sanzioni, il beneficio può essere richiesto nuovamente per una durata complessiva non superiore al periodo residuo non goduto. Nel caso l’interruzione sia motivata dal maggior reddito derivato da una modificata condizione occupazionale e sia decorso almeno un anno nella nuova condizione, l’eventuale successiva richiesta del beneficio equivale a una prima richiesta.

 

 

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