Protesta stamattina in piazza Plebiscito
Protesta stamattina in piazza Plebiscito

Proteste delle partite Iva, artigiani, parrucchieri, estetiste e barbieri questa mattina in piazza Plebiscito.

Si tratta della categorie che si reputano tra le più colpite dalle chiusure a causa delle restrizioni Covid. Tra le proposte in campo: anno fiscale bianco con stop alle tasse ristori certi e veloce ma, soprattutto riapertura immediata perché i negozi affermano i manifestanti, “sono sicuri, perché abbiamo rispettato le prescrizioni”. Tanti gli striscioni ed i cartelloni esposti durante il sit-in per chiedere tutele. Qualcuno ha distrutto i registratori di cassa, altri hanno piazzato una sedia al centro della piazza piazza sulla quale qualcuno si è seduto simulando un taglio di capelli.

Tante le storie che si incrociano, raccontate con rabbia e scoramento. Gaetano Maraucci, ristoratore al Castel dell’Ovo afferma: “Siamo andando in un vicolo cieco. Continuando a pagare le utenze, prigioni, i nostri proprietari non vengono incontro. Ho pagato 2500 euro ho pagato per evitare di vederci staccata la luce”.   Vincenzo Amoroso, di ‘Infinity Parrucchieri’ di Napoli al Vomero racconta: “Ho perso 1300 euro circa al mese, 100 clienti al mese. Sto pensando di non riaprire, non  ho più voglia di contrattare con la gente”. Ciro Prezioso, barbiere di Arco Felice, invita gli altri parla di un sorriso oramai tolto insieme al sangue. “Io propongo di non pagare più le tasse, per non arricchire gli altri. Non ci sto più a soffrire. Io voglio riaprire domani, continuando una tradizione che va avanti dal 1986 dopo 16 anni di gavetta, io ho iniziato a 9 anni questo mestiere “.

Gli esercenti non si fidano ancora del Governo di Mario Draghi. Maria Luisa, titolare del negozio di parrucchiere ‘Donnaesposito’ ricorda “di aver avuto 600 euro e poi 1000 euro per la detrazione sugli affitti  detratti dall’INPS. Ho ricevuto anche i 2000 euro dalla Regione ma mi trovo a dover pagare quasi 5000 euro di spese. Anche questo governo è troppo lento a intervenire per i ristori. L’unica soluzione è riaprire. Quando ho rilevato l’attività da mio padre 5 anni fa – ha aggiunto Maria Luisa – ho pagato 17.000 euro investendo i miei risparmi e abbiamo sempre avuto un il nostro libretto sanitario per garantire l’igiene”. Massimo Murolo del sindacato Pensiero Libero si dice convinto di una “dittatura democratica, non c’è un partito di opposizione serio. La Meloni fa finta, i suoi amici sono al Governo. Nessuna discontinuità abbiamo visto con il governo Draghi, che ha parlato del 30% di perdita per i ristori. Il governo Conte almeno ci ha dato il 60% per ammortizzare i costi e detrazione per un contributo per gli affitti. Le attività nuove sono scomparse, non hanno avuto niente”.

Salvatore Morisieri, parrucchiera di terza generazione. “Sono un cattivo pagatore per lo Stato, perché non sono riuscito a far fronte a tutte le spese. Io posso diventare una vittima degli usurai. Si prendono la casa perché non pago il mutuo? Che se la prendessero, oramai non abbiamo più niente da perdere. Lo Stato ci deve aiutare quando finirà la pandemia”. Al sit-in anche la dottoressa Lina Sasso di Assocestetica. “Siamo in eistrettezze economiche per le chiusure. Il lockdown o lo devono fare tutti o nessuno. Abbiamo le stesse regole dei noo, centri medici, stiamo chiusi forse perché artigiani? Noi vogliamo entrare nell’elenco sanitario, noi trattiamo il benessere psico fisico, ci vogliono le riqualificazioni delle scuole. Noi cominciamo con copri scarpe gel per le mani con la sanificazione dell’ area”.

In mattinata, il presidente della Confesercenti Vincenzo Schiavo ha incontrato i delegati del prefetto di Napoli Marco Valentini per chiedere che l’Ufficio Governativo territoriale si faccia portavoce presso l’Esecutivo Draghi della sofferenza del settore commerciale delle patite Iva, estetisti e parrucchieri con “la richiesta di riaprire quanto prima perché le norme di sicurezza sono rispettate. Il settore in Campania in questo anno ha perso 20 milioni di euro”.

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