Il “pezzotto” danneggia le Pay tv, la questione arriva in Parlamento: “Lotta alla pirateria”

Anche il Parlamento dichiara guerra al “pezzotto”. Dopo il ricorso alla Magistratura annunciato da Lega Calcio, Sky e Dazn, anche due deputati annunciano di voler portare in aula una proposta di legge per contrastare il fenomeno.

Luca Lotti e Antonello Giacomelli, dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi, hanno anticipato la loro iniziativa parlamentare: “Chiederemo alle grandi società e compagnie di telecomunicazioni di essere al nostro fianco in questa battaglia. Lo sport italiano, autentica ricchezza economica e culturale del nostro Paese, merita attenzione e tutela da ogni forma di illegalità”, ha affermato Lotti.

“Stiamo lavorando – spiega l’onorevole Giacomelli – a una norma che responsabilizzi le Telco, tuteli i diritti e dia reale efficacia ai provvedimenti della Magistratura in tema di pirateria e non solo. Un’autentica lotta alla pirateria non è solo un fatto di giustizia ma farà emergere nuovo reddito, in particolare sul calcio e sullo sport”.

L’iniziativa delle Pay tv 

Il “pezzotto” ha superato i numeri della Pay tv. Sono oltre i 2 milioni i “clienti” della televisione “parallela”, più del milione e mezzo che fino all’anno scorso era abbonato a Mediaset Premium. E’ quanto emerge da un’inchiesta pubblicata questa mattina sulle pagine di “Repubblica”. Stando a quanto riportato dal quotidiano, si tratterebbe di un fenomeno in crescita che fa proseliti non solo in Campania, ma ormai in tutta Italia. Con un costo annuo che si aggira tra i 90 e i 120 euro, il “sistema” illegale che si basa sulla condivisione di codici pirata di eventi sportivi, permette di abbattere notevolmente i costi rispetto alla tv satellitare. Un sistema illegale che è sfuggito ormai al controllo e che alimenta le casse della criminalità.

Intanto Lega Calcio, Sky e Dazn sono pronti a portare in tribunale le aziende di telecomunicazione che – a loro dire – non riuscirebbero a controllare adeguatamente il sistema. Il “pezzotto”, dicono, si regge sulla connessione fibra o Adsl. L’accusa fatta alle Telco è di non contrastare adeguatamente il fenomeno, secondo fonti vicine alla Lega Calcio. In pratica una volta ricevute le segnalazioni dei canali illegali live non sarebbero adeguatamente solerti.