miasmi
La Regione apre un tavolo tecnico sui miasmi: più controlli

L’Arpac mette in campo nuove tecniche per venire a capo di una situazione che sta diventando emergenziale. Miasmi che ormai dalla fine di luglio ogni sera infestano l’aria e di cui non si riesce a capire la provenienza. Quasi certamente è la zona Asi di Giugliano.
La sera a mezzanotte un corriere parte diretto in un laboratorio di Pavia. Porta con sé delle sacche di un litro piene di aria per far analizzare la puzza che si diffonde.

Le parole del direttore tecnico dell’Arpac

Sono nuove tecniche utilizzate nel campo dell’Olfattometria dinamica – spiega Claudio Marro, direttore tecnico dell’Arpac. “Si tratta di pompe che aspirano l’aria fetida che verrà analizzata e dai risultati possiamo riuscire a capire finalmente da dove arrivano i miasmi.  Abbiamo dato l’elenco dei parametri da ricercare – aggiunge Marro. “Sono parametri che ci faranno capire se si tratta di un impianto di compostaggio,  oppure sono puzze collegate a reflui zootecnici. Si, perché, nel frattempo, continuano a segnalarci  puzza di rifiuti, ma anche letame, stallatico. I risultati arriveranno dopo quattro cinque giorni”.
In questa settimana, da lunedì a giovedì, l’Arpac ha già controllato 10 aziende ubicate nell’area Asi di Giugliano. Nei prossimi giorni saranno fatti ulteriori controlli.
Stiamo valutando la possibilità di far volare droni o qualche aereo”, afferma ancora Marro.

Tavolo tecnico della Regione sui miasmi di Giugliano

Il vice Presidente della Regione Campania ed assessore all’Ambiente Fulvio Bonavitacola, ha convocato e presieduto oggi pomeriggio un incontro tecnico sul problema dei miasmi nell’area giuglianese e zone limitrofe.
Hanno preso parte all’incontro Alessandro Bratti, Direttore nazionale dell’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (ISPRA ), i rappresentanti di Arpac, di Sma e dei Dipartimenti d’ingegneria ambientale delle Università di Napoli e Salerno.

Collaborazione tra Arpac e università di Napoli e Salerno

Il vice Presidente Bonavitacola ha ribadito ancora una volta l’urgenza di pervenire a conclusioni certe sulle origini dei miasmi e sulle azioni da intraprendere per porre fine alla situazione di grave disagio per le popolazioni interessate.
A tale scopo nel corso della riunione è stato fatto il punto sullo stato dei monitoraggi in corso e sul loro potenziamento per i prossimi giorni, aumentando le centraline di rilevazione ed utilizzando le più moderne tecnologie disponibili per il contrasto all’impatto odorigeno. La piena collaborazione fra Arpac e le Università di Napoli e Salerno riguarderà il campionamento dell’aria nei punti sensibili e l’esame olfattometrico per tracciare la provenienza dei cattivi odori.
La pluralità dei soggetti scientifici impegnati consentirà anche di offrire un utile supporto alle indagini in corso. Si cercherà di pervenire in modo definitivo all’individuazione delle fonti e dei relativi responsabili.

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.