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Rapinato e sequestrato nella villa a Posillipo, i nomi dei 4 arrestati

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Stamattina la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 5 persone.  Tutti gli indagati sono gravemente indiziati per aver commesso, in concorso tra loro, il reato di rapina pluriaggravata e sequestro di persona aggravato in una villa a Posillipo, ai danni di un noto imprenditore napoletano.

Bottino da 500mila euro

Il 5 novembre 2024, due uomini armati di pistola, dopo essersi introdotti all’interno dell’abitazione di via Posillipo, avevano preso in ostaggio un addetto alla vigilanza e una donna di servizio (in realtà ritenuta compartecipe del reato) e, dopo averli neutralizzati legando loro mani e piedi con delle fascette, si erano impossessati di numerosi orologi per un valore complessivo di circa 500mila euro.
L’immediata attività d’indagine – coordinata dalla Procura di Napoli e condotta da personale della Squadra Mobile di Napoli con l’ausilio del Commissariato Posillipo – articolatasi nell’escussione delle vittime e di alcuni testimoni e nello sviluppo di una complessa attività tecnica, ha consentito di raccogliere gravi indizi di reità a carico delle cinque persone.

I nomi degli arrestati

Le investigazioni hanno portato a ritenere che, in aggiunta ai due rapinatori introdottisi nell’abitazione per l’esecuzione del colpo, abbiano partecipato anche altri tre soggetti: due con il ruolo di “sentinella” e una dipendente della famiglia con il ruolo di “facilitatrice”. Gli autori della rapina, nell’occasione, avevano anche utilizzato veicoli provento di furto per allontanarsi dal luogo del fatto.

Come riporta la Repubblica, Giuseppe Ruggiero e Gennaro Pangia finiti in carcere; Rosario Lucenti e Ciro Rizzo agli arresti domiciliari mentre per Iolanda Talamo. La donna sarebbe la presunta complice interna: il gip ha disposto per lei la misura della presentazione alla polizia giudiziaria. Il reato contestato, in concorso, è di rapina pluriaggravata e sequestro di persona aggravato.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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