Sblocco dei ristori e rinvio delle cartelle esattoriali. Questi i due obiettivi del Governo retto da Mario Draghi pronto al suo primo decreto economico. Come riporta il Sole 24 Ore l’obiettivo è discutere il provvedimento in consiglio dei ministri già alla fine della prossima.  Preoccupano gli oltre 50 milioni di euro ripartiti fra cartelle e avvisi fiscali congelati fino al 28 febbraio. Intanto crescono anche le pressioni degli imprenditori colpiti dalle chiusure che chiedono i ristori dopo la chiusure delle loro attività.

SOSPENSIONE DELLE CARTELE ESATTORIALI E DELLE NOTIFICHE

Al Ministero dell’Economia si è lavorato, già, nelle scorse settimane a un’altra proroga di due mesi della sospensione. Previsto un pacchetto di regole per allungare i tempi delle notifiche e quindi anche i termini di prescrizione. Un nuovo rinvio, di almeno due mesi per allineare le scadenze al 30 aprile.
Dovrebbe però investire le cinque rate delle rottamazioni e le due del saldo e stralcio fermate dai decreti del 2020. Sulle cartelle invece l’idea, anticipata dal Sole 24 Ore, è allora di permettere all’agenzia delle Entrate-Riscossione di dilazionare in due anni la notifica delle richieste fiscali che per quasi un anno sono rimaste nel limbo della sospensione.

RISTORI, LA CONFERENZA TRA STATO E REGIONI

I governatori delle Regioni chiedono ristori più rapidi e tempestivi. Soprattutto per le attività economiche che vengono colpite dalle misure restrittive adottate sia a livello nazionale che locale. “In via strutturale, lo stesso provvedimento che introduce restrizioni per il Paese e poi restrizioni particolari per singoli territori. – si legge nel documento approvato dalla Conferenza Governo-Regioni – Deve anche attivare gli indennizzi e salvaguardare le responsabilità, garantendo la contestualità a prescindere da chi adotta il provvedimento“. I governatori hanno chiesto di inserire nella cabina di regia politica anche i ministri economici “al fine di dosare gli impatti delle decisioni sui cittadini e le imprese”.

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