Rosa morta d’infarto a San Giorgio, l’Asl si difende: “Sul posto 23 minuti dopo la chiamata”

Dramma la mattina del 4 gennaio a San Giorgio a Cremano dove Rosa Abbate, una giovane di 19 anni, è morta in seguito ad un malore (LEGGI). Rosa era nella sua casa in via Principe dei Liguori quando ha avvertito i sintomi dell’infarto in corso. E’ stata la madre ad avvertire immediatamente il 118 intorno alle 11.30 di sabato ma, secondo quanto denunciato da parenti e vicini di casa, l’ambulanza sarebbe arrivata con circa un’ora di ritardo. Inutili i tentativi di rianimazione, i medici hanno dichiarato il decesso della giovane.

Diversa, invece, la versione dell’Asl Napoli 3 Sud, secondo la quale l’ambulanza sarebbe arrivata sul posto 23 minuti dopo la chiamata.

“Alle 11:46 – si legge – è giunta alla Centrale Operativa 118 della Asl Napoli 3 Sud la richiesta di soccorso nella quale veniva riferito agli operatori di una persona a letto non cosciente e, apparentemente, priva di attività respiratoria oltre che già cianotica.

Al momento della chiamata tutte le ambulanze associate alle postazioni della rete 118 previste nei dintorni del luogo (San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano, Pollena, S. Anastasia, Torre Annunziata, Torre del Greco) erano intervenute su altre situazioni di emergenza, per cui il sistema informatizzato ha attivato il mezzo più vicino disponibile presente a Marigliano, che alle 12:10, ossia dopo soli 23 minuti, è giunto sul posto. ”Il tempo impiegato per il soccorso, 23 minuti e non certo un’ora come riportato dai media” spiega il direttore generale Asl Napoli 3 Sud Gennaro Sosto ”è stato causato dall’anomalo concomitante impiego di tutte le altre ambulanze presenti nei dintorni del luogo da cui è partita la richiesta che, normalmente, avrebbero impiegato un tempo molto minore per arrivare sul punto dell’intervento. In realtà situazioni del genere, pur se il caso in questione parrebbe non essere attinente, non fanno altro che confermare la qualità organizzativa della rete IMA (Infarto Miocardico Acuto), anche in particolari condizioni di eccezionalità come quelle manifestatesi che, pur in presenza del contemporaneo utilizzo di ben sette mezzi di soccorso afferenti alla stessa area, consente di garantire risposte nelle tempistiche previste. Naturalmente tutto questo nulla toglie alla gravità di una tragedia che ci lascia
sgomenti e dalla quale intendiamo raccogliere la sfida per puntare a fare sempre meglio il nostro lavoro di operatori di una sanità pubblica che deve stare sempre dalla parte di chi ha bisogno per offrire servizi di qualità a tutti i cittadini”.