HomeCronacaScarface voleva comprare la droga a Secondigliano, intercettato il boss

Scarface voleva comprare la droga a Secondigliano, intercettato il boss

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Pasquale Manfredi era detenuto nel carcere di Secondigliano ma la sua condizione non gli avrebbe impedito di trafficare droga. Nel giugno 2024, il boss ‘Scarface‘ avrebbe contattato Giuseppe Passalacqua che gli avrebbe detto di essere andato a Secondigliano per parlare con dei narcotrafficanti: “Ci hanno portato a Secondigliano. Abbiamo preso… Sono venuto con un amico. Questo è un contatto di un amico mio… Mi ha detto ‘Mi fai compagnia?’ e si è preso qualche dieci chili di fumo… Gliel’ha dato a 18mila euro… Ad uno e ottanta… Gliel’hanno sceso pure loro“. Manfredi avrebbe detto di dover parlare con il cugino del fornitore anche lui detenuto nel carcere di Secondigliano. Inoltre Manfredi si sarebbe lamentato del fatto che Passalacqua non lo avrebbe informato del suo viaggio a Napoli durante il quale avrebbe potuto comprare la droga anche per lui.

Il blitz del 10 marzo 2026

Martedì a Crotone e a Isola di Capo Rizzuto, nonché presso le strutture carcerarie di Tolmezzo, Spoleto, Cassino, Secondigliano e Catanzaro Siano, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone, del Reparto Anticrimine di Catanzaro del Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri e della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Crotone, supportati da quelli dei Comandi Provinciali di Cosenza e di Catanzaro, nonché del Nucleo Cinofili, dell’8° Nucleo Elicotteri e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. Distrettuale presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 19 persone (18 in carcere e 1 agli arresti domiciliari), delle quali 5, già ristrette per altre cause, indagate, a vario titolo, per “associazione di tipo mafioso”, “estorsione”, “rapina impropria”, “accesso indebito ai dispositivi, idonei alla comunicazione, da parte dei soggetti detenuti” e “dei reati nella materia delle sostanze stupefacenti, anche in forma associativa”, questi ultimi aggravati dal cosiddetto “metodo” o dalle “finalità mafiose”.

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Il boss ‘Scarface’ comandava dall’alta sicurezza del carcere di Secondigliano

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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