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mercoledì, Maggio 18, 2022
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Accoltellato a Secondigliano, i presunti aggressori incastrati dai video


Una decina di frame che ‘raccontano’ in presa diretta l’aggressione subita da Luigi De Falco tre settimane fa. Immagini estrapolate dalle telecamere di videosorveglianza acquisite dagli uomini del commissariato di Secondigliano (guidati dal vicequestore aggiunto Raffaele Esposito) e contenute nel decreto di fermo eseguito dagli stessi agenti a carico di Luigi Sangermano (il quale ha ottenuto i domiciliari, difeso dagli avvocati Luigi Senese ed Emilia Granata) e del minore M.G. indicati come presunti autori dell’accoltellamento del 30enne. Sui due è attesa nelle prossime ore la pronuncia del tribunale del Riesame. Un’aggressione brutale, generata da futili motivi come ricostruito nel dispositivo firmato dal pubblico ministero Enrica Parascandolo. Come anticipato nelle scorse settimane da Internapoli (leggi qui l’articolo) i due giovanissimi avrebbero colpito De Falco, che non ha fissa dimora, perchè quest’ultimo avrebbe portato via da uno stendino in un palazzo una coperta per ripararsi dal freddo, coperta appartenente alla nonna di uno dei due indagati. L’uomo sarebbe stato visto da alcuni residenti e ne sarebbe scattata una lite. Alterco poi degenerata nell’accoltellamento con De Falco portato prima all’ospedale di Frattamaggiore e poi al Monaldi.

Le immagini di videosorveglianza e l’accoltellamento di De Falco

Nei video, prontamente acquisiti dagli uomini del commissariato di Corso Secondigliano, si intravedono due giovani giunti in Corso Italia a bordo di uno scooter scuro che, dopo aver parcheggiato lo stesso poco più avanti del civico 173, attraversano la strada dirigendosi sul marciapiede opposto dove incontrano De Falco con cui, poco dopo, iniziano a discutere, fino a percuoterlo e a colpirlo. La registrazione visionata, in un primo momento, mostra le immagini di De Falco che, a seguito dell’aggressione e del colpo ricevuto, scappa in direzione di via Cassano inseguito dai due giovani poi, successivamente si vedono gli stessi ritornare indietro con De Falco visibilmente ferito e sanguinante alla parte sinistra del torace. «L’analisi delle registrazioni video acquisite non solo ha consentito di riprendere i momenti e gli autori dell’aggressione, ma ha altresì fornito importantissimi elementi ed indizi utili d’individuazione dei questi ultimi» come ribadito dal pubblico ministero nel provvedimento di fermo.

L’articolo precedente: la fuga dall’ospedale e l’arresto di De Falco

Pasqua ad alta tensione per il 30enne Luigi De Falco, accoltellato qualche settimana fa a Secondigliano su Corso Italia (leggi qui l’articolo). L’uomo infatti nelle scorse ore ha lasciato l’ospedale Monaldi dove era ricoverato dopo le gravi ferite riportate non prima di aver aggredito il personale medico che lo aveva in cura. Secondo le prime informazioni trapelate il 30enne si sarebbe recato poi presso la casa dei genitori, a Secondigliano, ed avrebbe aggredito verbalmente la madre. Provvidenziale l’intervento degli agenti delle volanti del commissariato di Secondigliano (guidato dal vice questore aggiunto Raffaele Esposito) che, intervenuti presso l’abitazione, sono riusciti a bloccarlo e ad arrestarlo. Adesso De Falco è rinchiuso nel carcere di Poggioreale e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Per l’accoltellamento di De Falco a Secondigliano fermate due persone

Sono state poste in stato di fermo di polizia giudiziaria per l’accoltellamento di Luigi De Falco due giovanissimi, Luigi Sangermano e il minore M.G. :sono indicati come i presunti autori dell’accoltellamento del 30enne.  I due sono stati portati al commissariato di Secondigliano (diretti dal vice questore aggiunto Raffaele Esposito) e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Secondo le prime informazioni trapelate il raid o meglio la spedizione punitiva nei confronti del 30enne sarebbe scattato per motivi futili. L’uomo sarebbe stato visto da alcuni residenti e ne sarebbe scattata una lite. Alterco poi degenerata nell’accoltellamento con De Falco portato prima all’ospedale di Frattamaggiore e poi al Monaldi.

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