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lunedì, Gennaio 17, 2022
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“Seppellita con le pietre da viva”, la perizia choc su Noemi Durini


Capace di intendere e di volere al momento dei fatti. E’ questo l’esito della perizia psichiatrica disposta nei confronti del 17enne di Montesardo accusato dell’omicidio di Noemi Durini, la 16enne di Specchia assassinata e ritrovata nelle campagne di Castrignano del Capo a distanza di dieci giorni dalla scomparsa. A stabilirlo i due consulenti nominati dal gip del Tribunale per i minorenni, Ada Colluto: Alessandro Zafferano e Maria Grazia Felline, cui si sono affiancati i periti nominati dalla Procura, la psichiatra Mariangela Pascali e la psicologa Michela Francia. Anche i legali del 17enne, gli avvocati Luigi Rella e Paolo Pepe, hanno nominato un loro consulente. I risultati delle perizie e della capacità di stare in giudizio saranno discussi in sede di incidente probatorio il mese prossimo.

Nel decreto di fermo il sostituto procuratore della Repubblica Anna Carbonara ha contestato l’omicidio premeditato, per aver provocato “la morte di Noemi prelevandola alle 4.51 dalla sua abitazione con la Fiat 500 di proprietà della sua famiglia e conducendola in aperta campagna colpendola con l’uso di corpi contundenti; con le aggravanti di aver commesso il fatto con premeditazione, per motivi abietti o futili e di aver agito con crudeltà”.

 

«L.M. conferma che Noemi fosse caduta. E, nuovamente, dichiara che mentre poneva le pietre sopra alla ragazza, lei dicesse: Che c… stai facendo?». È un passaggio della consulenza sulle capacità di intendere e di volere di L.M., di Alessano, da poco 18enne, quando alle prime luci dell’alba del 3 settembre dell’anno sorso uccise la fidanzata Noemi Durini, 15 anni, di Specchia. Omicidio confessato dieci giorni dopo e ritrattato nella lettera consegnata il 3 gennaio alla polizia penitenziaria, per fornire una nuova ricostruzione, l’ennesima, ed indicare nell’esecutore materiale un amico comune di 49 anni.
Quel passaggio ed altri ancora della perizia della psicologa-psicoterapeuta Maria Grazia Felline e dello psichiatra-psicoterapeuta Alessandro Zaffarano sollevano un interrogativo a cui darà risposta la consulenza medico legale che il dottore Roberto Vaglio depositerà nelle prossime ore: Noemi era ancora viva quando fu sepolta sotto il cumulo di pietre prese dal muretto a secco della campagna fra Santa Maria di Leuca e Castrignano del Capo, dove fu trovata la mattina del 13 settembre dai carabinieri accompagnati da L.M.?
Il dubbio, che se dovesse rivelarsi fondato getterebbe un’ombra ancora più inquietante su questo delitto, lo hanno posto le risposte date da L.M. durante gli incontri avuti con gli esperti nominati dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni, Ada Colluto. Ecco il passaggio che mette in conto la possibilità che Noemi fosse viva, prima di finire sepolta sotto il cumulo di pietre. I consulenti: «Perché le mettevi le pietre sopra?». L.M.: «Per nasconderla». I consulenti: «Ma se lei era viva, cosa dovevi nascondere?».

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