Tragedia in provincia di Lodi dove una studentessa ha accoltellato la madre alla gola. Prima di farlo, nella loro abitazione aveva sequestrato le sorelle di 16 e 4 anni chiudendole in una stanza quasi le avesse volute proteggere, come se non avesse voluto che la vedessero compiere quell’orrore. È stato il compagno della madre a liberare le piccole, a soccorrere la donna e a chiamare l’ambulanza per trasportarla all’Ospedale di Lodi dove è stata operata appena in tempo e resta ricoverata.

La giovane, fermata dai militari poco lontano mentre vagava per via della Granona a Miradolo Terme in stato di choc, ora deve rispondere dell’accusa di tentato omicidio aggravato, anche se viene descritta come una brava studentessa, non risultano precedenti e non ci sono segnalazioni di altri episodi simili avvenuti in passato. Il problema risalirebbe alle dinamiche domestiche complicatesi in questi mesi di convivenza forzata e alla presenza in casa del compagno italiano della madre, che al momento dell’accoltellamento però dormiva e non sarebbe stato in grado di difenderla. «Ho sentito le urla e sono corso», avrebbe detto agli investigatori.

La ragazza, una volta ferita la mamma, è scappata fuori casa gettando per terra il coltellaccio da cucina utilizzato e si temeva che potesse commettere qualche ulteriore follia, come un atto autolesionista o addirittura il suicidio, ma i carabinieri della Compagnia di Stradella l’hanno subito rintracciata, fermata e portata prima in caserma e poi per ordine del pubblico ministero della Procura minorile di Milano nel carcere Beccaria dedicato ai ragazzi a ovest del capoluogo di regione, dove si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

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