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Spari a Marianella, un litigio in carcere dietro l’agguato a Vincenzo Lo Russo

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Un litigio avvenuto quando era in carcere. Questo il ‘movente’ dell’agguato a Vincenzo Lo Russo, figlio del boss Domenic, avvenuto nella zona della ‘Siberia’ di Marianella. I carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Napoli Vomero hanno dato esecuzione ad un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica presso del Tribunale di Napoli – D.D.A. nei confronti di due soggetti indagati per concorso in tentato omicidio e illegale detenzione e porto in luogo pubblico di arma comune da sparo, aggravati dal metodo mafioso. Ad essere fermati due uomini individuati come autori del raid. Le indagini, coordinate Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Napoli e condotte dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri Napoli Vomero, attraverso attività tecniche e la visione di immagini di videosorveglianza, hanno consentito di ricostruire l’agguato e le fasi ad esso antecedenti, permettendo di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli odierni indagati quali autori materiali del tentato omicidio ed individuando, come movente, un vecchio litigio in carcere tra detenuti.

Nel corso delle attività, nonostante la reticenza della vittima, è emerso che la stessa, dopo essere stata salutata con un bacio da uno dei suoi carnefici, è stata poi colpita con il calcio di una pistola e con un casco, aggredita con schiaffi e calci ed infine attinta da più colpi di pistola.
Al provvedimento di fermo è seguita l’emissione di un’ordinanza applicativa di misura cautelare nei confronti dei due soggetti fermati e di un terzo appartenente al sodalizio, al momento resosi irreperibile.

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