tifosi napoli
Foto di repertorio

“È diventato un teatro, non è più uno stadio”, è questo il ‘coro social’ urlato a gran voce da tantissimi tifosi del Napoli. I supporter azzurri si sono apertamente schierati contro il nuovo regolamento, al punto che dalla riapertura degli stadi i gran parte dei gruppi organizzati non sono entrati nelle due Curve del Maradona a causa anche delle multe per il mancato rispetto dei posti e per l’uso di bandiere. Inoltre, la direttiva secondo cui non si può più tifare in piedi ma bisogna per forza rimanere seduti, non ha fatto altro che inasprire ulteriormente un ambiente già saturo. Gli spettatori, infine, devono anche indossare correttamente la mascherina, su bocca e naso, all’interno dell’impianto.

Le parole dell’avvocato Coppola, portavoce Curva B

Lo scorso 13 settembre, a Radio Punto Nuovo è intervenuto Emilio Coppola, avvocato e portavoce dei tifosi del Napoli della Curva B.

“I soli 18.000 tifosi contro la Juventus? Non credo che la città stia abbandonando il Napoli, ma la squadra sta perdendo il supporto del tifo organizzato. Le attuali disposizioni sanitarie sono asfissianti e vengono applicate solo nei confronti dei tifosi. De Laurentiis e Vigorito erano seduti vicini e senza mascherine in occasione dell’amichevole tra gli azzurri e il Benevento, ma non mi sembra che siano stati multati dalla Questura, come invece è accaduto ai tifosi che non hanno rispettato la disposizione a scacchiera.

I ringraziamenti di De Laurentiis al pubblico del Maradona? Il presidente deve tenere presente che non sempre l’avversaria è la Juve. Speravo che dopo la pandemia il calcio ripartisse dai tifosi, ma ciò non è avvenuto, soprattutto a Napoli. Una possibile soluzione? Bisogna trovare delle aree dello stadio destinate a chi vuole animarlo. Il calcio è uno sport passionale, non un concerto lirico”.

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