Tensioni a Miano, guerra tra fazioni opposte per il Don Guanella

Miano
Miano

A Miano sale nuovamente la tensione a Miano dopo l’ultimo agguato costato il ferimento di Fabio Covelli (cugino del collaboratore di giustizia Luca Covelli). Per gli inquirenti, profondi conoscitori delle dinamiche criminali dell’area nord, è il segno che sono riemerse le tensioni. Il racconto di Covelli infatti non convince gli investigatori (indagini affidate agli uomini del commissariato Scampia). Covelli ha raccontato di essere stato aggredito e sparato alle gambe da quattro persone in sella a due scooter in via Don Luigi Guanella. Le forze dell’ordine, intervenute sul posto,  non hanno trovato alcun bossolo nè tracce ematiche. Resta da capire se vi sia stato uno ‘scambio di persona’ o il segnale di una nuova guerra per il controllo del territorio. Quel che è certo è lo stato di tensione crescente tra le due parti contrapposte che si contendono Miano e il Don Guanella. Secondo le ultime informativa un lato i Cifrone dall’altra i parenti di coloro che nei mesi scorsi volevano prendere il posto dei giovani ras arrestati nel maxi blitz di qualche mese fa.

I due gruppi che vogliono prendersi Miano

Le nuove frizioni tra gruppi contrapposti si erano già manifestate dopo l’ultimo blitz di qualche mese fa che ha interrotto un summit armato (che ha portato all’arresto di cinque esponenti del gruppo di ‘Abbasc Miano’). Tensioni che non si sono placate nemmeno durante la quarantena. Come riportato in anteprima da Internapoli (leggi qui), infatti, su via Miano durante il lockdown era apparso un nuovo striscione recante la scritta:«Il prossimo arresto deve essere cardiaco. Ztl Lo Russo». Una frase emblematica, il marchio di chi vuole rompere del tutto i conti con il passato criminale dell’ex cosca e ritagliarsi autonomi spazi criminali. Gli investigatori sono sicuri: dietro quelle scritte c’è la volontà dei nuovi ras della ‘Miano di sopra’, i Perfetto-Cifrone, di diventare forza egemone nel quartiere. Anche la zona dove era collocato il drappello, giù al bar Messico, è indicativo: è quella infatti la roccaforte del gruppo di ‘Abbasc Miano’, quello dei Balzano-D’Errico-Scarpellini, quello del centro storico del quartiere dove i giovanissimi ras puntavano a raccogliere l’eredità dei ‘capitoni’.

Il raid incendiario contro i Cifrone

C’è però un altro episodio che rende ancora più inquietante la vicenda: alcuni familiari di Matteo Balzano, uno dei capi del ‘nuovo corso’ di Miano (arrestato nel corso dell’ultimo max blitz di due mesi fa) si erano allontanati dal quartiere dopo alcune minacce ricevute proprio dal nuovo gruppo indicato come quello attualmente egemone e soprattutto dopo l’arresto di suo suocero, Eduardo Romano, nell’ultimo blitz. Proprio Balzano circa un anno fa fu uno dei promotori e autori del raid incendiario contro i familiari di Luigi Cifrone, ras della fazione avversa. Minacce giunte anche ai familiari di Giovanni Borriello, componente di quel ‘gruppo di fuoco’.

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