Trent’anni di odio, la guerra tra Rinaldi e Mazzarella per il controllo del rione Villa

Una questione di gelosia. Una pura e semplice questione di gelosia, di rancori mai sopiti. E’ questa l’origine della guerra che per anni ha insanguinato i quartieri della periferia orientale di Napoli e che è culminata nel ferimento di Salvatore Nurcaro (vero obiettivo del raid) delle innocenti Immacolata Molino e della piccola Noemi: è questa la storia della guerra tra i Rinaldi del rione Villa e dei Mazzarella del rione Luzzatti. «La faida Mazzarella-Rinaldi risale al periodo di Michele Zaza. Ero ancora piccolo quando sentivo raccontare che quest’ultimo, per le sue attività illecite, in particolare il contrabbando, riconosceva quale suo principale referente, se non unico, Rinaldi soprannominato o’ giallo” Ciò determinò una sorta di gelosia da parte di Gennaro Mazzarella che, sentendosi estromesso, fece ammazzare Rinaldi ‘o giallo». Queste le dichiarazioni rese, più di dieci anni fa, dal collaboratore di giustizia Ciro Giovanni Spirito (poi suicida in carcere, uno dei ras più in vista dei Mazzarella) ai magistrati della Procura di Napoli cui rivelò l’origine della faida tra i Rinaldi e i Mazzarella.

Quest’ultimi iniziarono allora una vera e propria ‘pulizia etnica’ nei rioni della periferia orientale:«Dopo l’arresto di Gennaro Mazzarella nello scontro con i Rinaldi si creò un’unica aggregazione così composta: il gruppo di Vincenzo Mazzarella, i Sarno, i Formicola, i D’Amico e i Cuccaro. Scopo di questa alleanza era ripulire San Giovanni a Teduccio dai Rinaldi». Quest’ultimi invece strinsero un patto d’acciaio con i Reale.