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“Trovate una nuova scuola per il mio bimbo autistico”, il commovente appello della mamma di Nicolò

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Nicolò ha tredici anni, è un bambino autistico che negli ultimi 11 anni, grazie a una terapia intensiva riabilitativa sanitaria e sociale, a una progettualità accurata e a obiettivi condivisi, aveva conquistato traguardi che sembravano impossibili.

Frequentava il secondo anno della scuola secondaria di primo grado a indirizzo musicale, aveva ottimi voti, era ben inserito nei vari ambienti di vita e rappresentava una speranza per tante altre famiglie.

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“Trovate una nuova scuola per il mio bimbo autistico”, il commovente appello della mamma di Nicolò

“È artista pluripremiato – racconta la mamma Annarita – con l’opera ‘Siamo Ali della stessa Farfalla’, con cui ha portato un forte messaggio sociale da Salerno a Sanremo fino a Parigi.
Suona il pianoforte, canta, recita, rilascia interviste, pratica diversi sport e adora viaggiare con interessi speciali molto funzionali”.

Questo quadro di faticosa ma reale crescita oggi è stato gravemente incrinato. Dal 6 febbraio scorso Nicolò non frequenta più la sua scuola: una decisione sofferta maturata dopo cinque mesi in cui il bambino ha dovuto rinunciare al suo docente di sostegno, cambiato dopo tre anni di lavoro fianco a fianco e formato sulle sue specificità.

“Alla ferita si è aggiunta la beffa – denuncia Annarita –: il precedente insegnante è rimasto nello stesso istituto e nello stesso plesso e Nicolò lo vede tutti i giorni, arrivando ad aggrapparsi letteralmente alla sua automobile, in scene umilianti che raccontano il suo dolore meglio di qualsiasi relazione tecnica. Il nuovo docente assegnato non è riuscito a creare empatia; la relazione risulta frustrante e innescante, e in un bambino autistico già sensibile e strutturato questo ha avuto effetti devastanti”.

La perdita della figura di riferimento stabile e significativa ha precipitato Nicolò in una “disregolazione emotiva” certificata dagli specialisti: la rottura della continuità educativa scolastica ha assunto un valore disorganizzante rispetto agli equilibri precedentemente raggiunti con anni di lavoro. “Tutto è stato caricato sul servizio di specialistica scolastica che, all’improvviso – spiega la mamma -, si è interrotto, lasciando Nicolò solo in un ‘sistema respingente’, non più inclusivo, dove invece servirebbero dedizione, sacrificio, sensibilità e consapevolezza. Oggi gli esperti parlano chiaramente di una regressione attiva preoccupante, un aggravamento che rischia di vanificare anni di fatiche e conquiste”.

La famiglia, gli amici, le associazioni e la rete #iostoconnicolo hanno sensibilizzato ovunque possibile. Il caso Nicolò è arrivato anche in Parlamento. Gli esperti convergono su un punto: solo una nuova scuola davvero accogliente e inclusiva può rappresentare oggi la “terapia risolutiva” per fermare l’aggravamento e consentire a Nicolò di recuperare, per quanto possibile, i progressi fatti. Per questo, mamma Annarita lancia un appello ai ministri Valditara e Locatelli e al governatore Fico che graffia l’anima: “AAA cercasi nuova scuola per Nicolò. Il mio bambinone autistico aveva iniziato a volare, poi qualcuno gli ha spezzato le ali. Ministri, presidente, dirigenti scolastici, aiutateci a trovare una nuova scuola per Nicolò, a fare luce, chiarezza ma soprattutto giustizia”.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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