Chi sta davvero sparando tra le strade di Piscinola e il Rione San Gaetano? Un filo rosso – o forse una serie di coincidenze fin troppo comode – sembra unire gli episodi di sangue che negli ultimi dodici mesi stanno agitando la periferia nord di Napoli. Ma mentre tra i vicoli si rincorre la voce di una regia unica, all’interno degli ambienti investigativi comincia a farsi strada un dubbio concreto: e se dietro gli ultimi fatti di cronaca non ci fossero sempre le stesse mani? L’allarme nell’area nord non è mai rientrato da quando, il 28 settembre 2025, un agguato di chiaro stampo camorristico ha eliminato un elemento di spicco della criminalità organizzata locale, Umberto Russo, ex affiliato al clan Lo Russo per cui veniva anche condannato. Un’esecuzione perfetta, spietata, firmata da killer esperti capaci di colpire nel cuore del territorio e svanire nel nulla.
Una lunga scia di sangue tra Miano e Piscinola
Da quel momento, la pressione e i controlli delle forze dell’ordine non si sono mai fermati. Eppure, nel corso dell’anno, numerosi sono stati gli episodi di sangue, stese e ferimenti. Il 23 giugno scorso, nel Rione San Gaetano è rimasto vittima di omicidio il giovane incensurato Lorenzo Spasiano, il 5 settembre scorso, ancora nel Rione San Gaetano, una sventagliata di colpi di arma da fuoco ha fatto tremare i residenti: nessun ferito, solo piombo sull’asfalto. Appena due settimane dopo, il 23 settembre, l’ennesimo episodio a Piscinola, poco distante dal luogo degli altri eventi, il giovane Antonio Lucenti è rimasto ferito alla gamba, giustificandosi poi con gli inquirenti come vittima di una rapina finita male. Una versione che non convince del tutto chi conosce bene le dinamiche di quartiere. Un’unica regia o cani sciolti? La lettura più immediata, quella che molti vorrebbero far credere, porta a un unico gruppo criminale intento a cannibalizzare i quartieri della periferia nord. Ma guardando da vicino le modalità esecutive, il quadro appare assai più frammentato e complesso. Il professionismo spietato dimostrato nell’omicidio del settembre 2025, di cui oggi ricade il primo anniversario, contrasta nettamente con la goffaggine delle ultime azioni e dell’omicidio di Spasiano che sembrano rispondere a dinamiche differenti, risposte estemporanee, iniziative personali. La sparatoria a vuoto del San Gaetano e il ferimento di Piscinola appaiono più come le intemperanze di gruppi emergenti o di “cani sciolti” in cerca di visibilità, piuttosto che come azioni strategiche degli autori del delitto dell’anno prima. Chi ha orchestrato e portato a termine l’omicidio di Russo Umberto detto “Pesciolino” nel Rione San Gaetano muove i propri passi nell’ombra, tace e gestisce affari di ben altra portata. Attribuire ogni singolo colpo di pistola alle stesse mani rischia di favorire proprio i veri responsabili di quel delitto, che oggi potrebbero approfittare del rumore provocato da giovani leve indisciplinate per sottrarsi alle attenzioni degli investigatori.

