Omicidio nell’agenzia immobiliare a Giugliano, la risposta dei cutoliani all’agguato a Migliaccio

Doveva scontare l’ergastolo ma era ai domiciliari per problemi di salute. Per Vincenzo Palma, classe ’54, è scattata l’ordinanza di carcerazione ed è finito nel penitenziario di Secondigliano. I carabinieri di Giugliano hanno notificato a Palma l’ordinanza di espiazione di pena dell’ergastolo. L’uomo era ai domiciliari per problemi di salute. E’ riconosciuto colpevole di omici­dio aggravato, assoc­iazione per delinque­re di tipo camorrist­ico, detenzione e po­rto abusivo di armi, rapina e​ ricettaz­ione commessi a Napoli e provincia nell’anno 1990. Dopo le formalità di rito, Palma è stato rinchiuso presso il Carcere di Secondigliano.

I fatti risalgono al 1990.

Palma è stato condannato per l’omicidio avvenuto a Licola di Antonio Tullio, ammazzato nell’agenzia immobiliare del cognato. Palma fu arrestato dopo sei mesi di latitanza. Dalle pagine di cronaca dei giornali dell’epoca è stato ricostruito anche il movente di quel delitto, che andò ad inquadrarsi nell’ambito della faida di camorra tra cutoliani e avversari che all’epoca insanguinò anche l’area a Nord di Napoli. Infatti anche nella zona di Licola, Giugliano, Qualiano e Villaricca scattò una vera e proprio guerra tra i clan avversari alla ricerca di nuovi spazi tra l’area flegrea e giuglianese soprattutto per il  commercio della droga. L’eliminazione dl Antonio Tullio, per gli inquirenti, fu la risposta ad un altro omicidio, quello di Giacomo Migliaccio dl Mugnano, ex cutoliano, trivellato da dieci colpi di pistola, esplosi a bruciapelo sulle scale della sua abitazione, in via Chiesa.  Migliaccio era uscito da alcuni mesi da Poggioreale e sembra che avesse iniziato a dar fastidio a qualche boss del luogo. Appena ventiquattro ore dopo la sua eliminazione, la risposta del suo clan con l’esecuzione di Antonio Tullio, ucciso con un proiettile alla testa e due all’addome nell’agenzia Immobbliare del cognato della vittima a Licola, in via San Nullo.