Dimmi chi deve morire, l'audio di Viviana prima della morte di Gioele
Viviana e il piccolo Gioele

L’indagine sulla morte di Viviana Parisi e del piccolo Gioele termina con la richiesta di archiviazione del procuratore di Patti Angelo Cavallo. Come scrive il Corriere della Sera mamma e il figlio di 4 anni scomparvero il 3 agosto dello scorso anno dopo essere rimasti coinvolti in un incidente sulla Messina-Palermo.

I cadaveri vennero ritrovati l’8 e il 19 agosto. Lei era vicino a un traliccio del vicino bosco di Caronia mentre il figlio si trovava a circa 400 metri distanza. Il corpicino era in mezzo ai rovi, irriconoscibile, i piedi scalzi, i sandaletti lì a fianco, allineati e allacciati.

IL SUICIDIO DI VIVIANA

La certezza riguarda la morte di Viviana: “Si è suicidata buttandosi dal traliccio”. Sulla fine di suo figlio Gioele, invece, gli inquirenti fanno invece due ipotesi. La prima sembrerebbe più probabile: l’ha ucciso lei strangolandolo o soffocandolo, “figlicidio di tipo altruistico”, scrive la Procura.

Oppure il bambino sarebbe morto per altre cause quando era con la madre nel bosco per “lesione interna, eccessivo affaticamento, stress emotivo, colpo di calore, sete…”. Viviana era preda di un’insopportabile angoscia per la tragedia di cui si sentiva responsabile, quindi, si è tolta la vita. “Probabilmente è un caso di figlicidio-suicidio… Sotto le unghie di Viviana è stato trovato solo il materiale genetico del bimbo“, precisano i magistrati che dietro la tragedia vedono le ombre della malattia di cui soffriva la donna.

I messaggi: “Ci stai distruggendo”

Delirio mistico e di persecuzione, ripeteva ‘abbiamo consegnato i nostri figli al demonio“, ha ricordato il medico del pronto soccorso intervenuto d’urgenza qualche mese prima della morte. “Prendi le pillole, se ami tuo figlio.. Stai distruggendo la famiglia, per una volta ascolta chi ti viole veramente bene“, scriveva il marito, Daniele Mondello.

Un giorno le ha inviato uno screenshot: “Centro di Terapia Strategica – Research Training, Psychotherapy Institute – “Paranoia e manie di persecuzione…”. E subito dopo: “Leggi bene, non essere presuntuosa, il problema è che tu non vuoi farti aiutare”.

In un audio trovato nel cellulare di Daniele, la sua voce: “Dimmi un po’, chi deve morire? Deve morire qualcuno? I nostri genitori? Perché è stato toccato un tasto troppo troppo troppo esplosivo“.

IL CONSULTENTE DALLA PROCURA

Massimo Picozzi, psichiatra consulente della Procura, ha concluso così: “Patologia di importante valenza psicotica, dalla quale non si era mai ripresa completamente, con tematiche mistiche, persecutorie e di rovina”. Il quadro clinico “Era tale da spingere a ipotizzare un accertamento sanitario obbligatorio per fronte alla situazione“.

L’incidente stradale in galleria, del quale secondo il pm è colpevole, è stato letto in 2 modi: “Viviana può averlo vissuto in modo persecutorio, come se fosse stato causato intenzionalmente da inesistenti aggressori per nuocerle. Oppure può avere innescato il timore inaccettabile che il marito le togliesse la potestà genitoriale“.

L’AVVOCATO DEL MARITO DI VIVIANA

L’avvocato Pietro Venuti, che assiste il marito di Viviana, non crede all’omicidio-suicidio: “Aspettiamo di leggere il fascicolo. In ogni caso, la nostra ipotesi è quella del nostro consulente che propende per la caduta accidentale in un pozzo di entrambi con successivo spostamento dei corpi”. “Non è stato trovato alcun segno tipico delle morti da annegamento in acqua stagnante“, conclude il magistrato.

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