L’ASSESSORE GABRIELE IN PALESTINA DA YESSER ARAFAT

Ramallah: l’incontro dell’assessore provinciale al Lavoro, Corrado Gabriele, con il presidente palestinese. InterNapoli ha raggiunto telefonicamente Gabriele






NAPOLI – Il collegamento telefonico è difficile, la conversazione è disturbata, la linea cade ripetutamente. Basta poco, tuttavia, per saggiare il clima teso, il vivo entusiasmo e le caute speranze. Corrado Gabriele, assessore provinciale al Lavoro, parla da Gaza della missione umanitaria voluta dalla Provincia di Napoli a favore delle popolazioni palestinesi. “Stiamo coordinando progetti di cooperazione per l’assistenza ai giovani e alle donne, il recupero archeologico dei beni palestinesi e il rilancio dell’economia locale”. Sabato la delegazione- composta da volontari di diversi associazioni – ha incontrato il presidente dell’Anp, Yesser Arafat, nella sua residenza alla Moqata. “Voi non siete soli – ha spiegato Gabriele al leader arabo – a Napoli e in tutta Italia è presente un vasto movimento di solidarietà e simpatia che noi vogliamo tradurre in fatti concreti”. Un breve colloquio sulla crisi mediorientale prima di illustrare i progetti. “Siamo convinti – ha sottolineato l’assessore provinciale – che la via della pace passi anche attraverso la cooperazione. Gli aiuti all’economia e i progetti di investimento dimostrano l’impegno concreto delle istituzioni campane a fianco del popolo israeliano e palestinese per costruire un futuro di pace e di dialogo. Vogliamo realizzare un importante punto di riferimento per essere più vicini a coloro che vivono una drammatica emergenza umanitaria e al tempo stesso per valutare nel miglior modo possibile ogni ulteriore iniziativa che aiuti a riannodare il filo di una comune convivenza”. La delegazione – che rimarrà in Palestina fino a mercoledì prossimo – ha fatto poi tappa a Gerusalemme e a Ramallah. “Siamo stati testimoni di scene terribili – dice Gabriele – abbiamo fatto da scudi umani ad alcuni bambini palestinesi che le armi israeliane puntavano minacciosamente”. Gabriele aggiunge poi di “essere stato colpito in particolare dalla sofferenza composta delle famiglie palestinesi nei campi profughi, dai volti meravigliosi dei bambini e dal coraggio delle donne. E’ un’esperienza drammatica e sconvolgente: assistere all’atteggiamento di ostilità, violenza e profonda diffidenza che permane tra israeliani e palestinesi; ogni giorno – aggiunge – tocchiamo con mano le diverse realtà di un mondo difficile come la Palestina in cui convivono contraddizioni e tragedie, umane ancor prima che politiche e sociali, difficilmente immaginabili”.