Gelate, gli agricoltori dell’hinterland chiedono aiuto al governo

IN CAMPO LA COLDIRETTI E LE ALTRE ORGANIZZAZIONI DI CATEGORIA





Tutte le organizzazioni sindacali ed agricole si sono fatte promotrici di iniziative in aiuto dei conduttori di aziende danneggiate dalle gelate di queste ultime settimane. Non è stata una Pasqua serena per ortofrutticultori e florivivaisti che in larga parte hanno perduto la speranza di raccogliere il frutto del lavoro: un brutto colpo per la realizzazione del reddito, molte famiglie sono sul lastrico.
In un comunicato stampa, la Coldiretti ha fatto un elenco dei capitoli sui quali dovranno intervenire Regione, Governo e Comunità per mitigare i danni che ammontano a svariate decine e decine di milioni che saranno meglio specificati ed aggiornati soltanto quando gli ispettori competenti avranno una visione esatta dell’entità dei danni. Gli interventi, specificati in quattro punti, sono i seguenti: elevare sensibilmente le percentuali previste dall’artico 1, lettera A ex decreto legge n. 200 del 13 settembre del 2002 che per gli eccezionali eventi atmosferici prevede contributi in conto capitale sino al 50 per cento del danno accertato sulla base della produzione lorda vendibile degli ultimi tre anni.
Si passa poi al rinvio dei pagamento di tutte le cambiali in scadenza. Al terzo posto si chiede un ristoro delle spese sostenute per la conduzione delle varie colture come concimazione, trattamenti parassitari, potature ed altre spese ed oneri.
Infine si chiede l’abbattimento dei costi previdenziali fiscali come Irap e l’Ici con la massima percentuale prevista dalla legge 188/92.
«Sono queste gli interventi straordinari che il ministro dell’Agricoltura Giovanni Alemanno si è impegnato a sostenere a favore dell’aziende agricole danneggiate dall’eccezionali gelate dei giorni scorsi in provincia di Napoli e di Caserta. Queste misure – riferisce il direttore della Federazione provinciale Coldiretti di Napoli, Marcello De Simone – saranno operative con l’emanazione di un opposito decreto legge non appena sarà noto in via definitiva l’ammontare del danno da parte della Regione che e già a lavoro con i suoi ispettori perché l’evento calamitoso ha colpito tutti gli agricoltori campani in misura massiccia, come confermano le altre organizzazione professionali agricole quale la Cia e la Confagricoltura».
La maggior parte dei produttori di pesche e di mele sono nel Giuglianese con piccole e medie aziende nel casertano. In queste terre, un tempo destinate soltanto all’allevamento zootecnico e in particolare a quello bufalino, sono ora condotte, in buona parte, alla cultura del pesco e del melo che quest’anno non produrranno e gli agricoltori sono in ginocchio. Ora si tenta di limitare i danni con la richiesta di aiuti a Governo e Regione.




ACHILLE IACCARINO – IL MATTINO 27 APRILE 2003