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Commissariata la FIGC, ora il timone passa da Malagò… a Malagò

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Oggi, martedì 6 ottobre, il CONI ha deciso di commissariare la FIGC, nominando come commissario Giovanni Malagò, che era presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio da giugno.

Di fatto Malagò si troverà, da commissario, a prendere il posto che aveva occupato da presidente: il tutto con l’obiettivo di portare la FIGC verso nuove elezioni, in vista delle quali è considerato il candidato favorito, forse perfino l’unico.

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Un bel paradosso, frutto di un compromesso tra Malagò e Luciano Buonfiglio, presidente del CONI.

Commissariata la FIGC, ora il timone passa da Malagò… a Malagò

Il commissariamento di Malagò è stato prima votato all’unanimità dalla Giunta, l’organo di governo del CONI, e poi confermato, di nuovo all’unanimità, dal Consiglio nazionale, una sorta di parlamento del CONI. In quanto commissariata la Federcalcio non ha più un presidente ma un commissario straordinario (che poi siano la stessa persona è un altro conto), con il compito principale di gestire temporaneamente la FIGC e di portarla a nuove elezioni, che su dovranno essere entro il 31 gennaio del 2027. Malagò ha detto che «la prima data utile per farle potrebbe essere il 14 dicembre».

Il CONI ha votato il commissariamento di Malagò per via di un cavillo riguardante la sua candidatura alle elezioni della Federcalcio, che aveva vinto con il 65,58 per cento dei voti. Malagò si candidò infatti senza essere tesserato della FIGC, mentre lo Statuto della federazione dice che è un requisito necessario per candidarsi. Di fatto una tessera della FIGC è una semplice prova di iscrizione o appartenenza – in quanto calciatore, allenatore o dirigente – a una delle società affiliate alla FIGC, a qualsiasi suo livello.

Il mancato tesseramento di Malagò, comunque, era solo un pretesto: almeno due ex presidenti della FIGC, Gabriele Gravina e Giancarlo Abete, sono stati per anni a capo della Federcalcio pur senza essere tesserati. Eppure era stato un pretesto che Buonfiglio aveva giudicato sufficiente per organizzare un voto contro Malagò.

Storia di un compromesso tra FIGC e CONI

Per giorni il voto del CONI sul commissariamento della FIGC era stato presentato come una sorta di resa dei conti (e una conta dei voti) tra Malagò e Buonfiglio. Dopo essere stato vicepresidente e successore di Malagò al CONI, e dopo che per anni i due erano stati presentati come molto vicini e allineati, nelle ultime settimane era sembrato che Buonfiglio si fosse allontanato da Malagò. Per quanto è emerso, l’intenzione iniziale di Buonfiglio era di provare a far commissariare la FIGC affidandola a qualcuno che non fosse Malagò.

La scelta di Malagò come commissario è stata un compromesso, a quanto pare raggiunto nelle ultime ore prima del voto, ma anche una vittoria per Malagò; probabilmente è dovuto al fatto che né Malagò né Buonfiglio erano certi di poter ottenere la maggioranza dei voti di Giunta e Consiglio.

Malagò ha parlato di questo compromesso definendolo una «proposta di Buonfiglio». Il presidente del CONI l’ha di fatto confermato poco dopo, dicendo che Malagò è stato «vittima di un malfunzionamento» e lasciando intendere che la scelta di nominarlo commissario serve a rimediare a quel funzionamento lasciandolo però di fatto a capo della FIGC.

La FIGC avrà quindi, di fatto, l’undicesimo commissario della sua storia. Soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale, la Federcalcio è stata commissariata più volte dal CONI, per ragioni diverse. Per fare qualche esempio, nel 1958 e nel 2018 accadde dopo una mancata qualificazione ai Mondiali, quando restarne fuori era ancora un’eccezione; nel 1986 e nel 2006 dopo due grossi scandali, il più recente dei quali fu il cosiddetto “calciopoli”; nel 1996 perché il presidente della FIGC fu coinvolto in alcuni problemi giudiziari; e nel 2000 perché la Federazione non riuscì a eleggere un nuovo presidente.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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