Una rissa in campo tra ragazzi gestita a malapena da un arbitro anch’egli giovane, che ha portato alla sospensione del match e all’intervento delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza di giocatori e genitori. L’ennesimo episodio di violenza e inciviltà in un campo di calcio è avvenuto a Cellole, nel Casertano, durante la partita di calcio giovanile tra la squadra locale e l’Albanova, team di Casal di Principe, tutti ragazzi di 17 e 18 anni.
Sulla vicenda sta indagando la polizia di stato, che sta verificando le responsabilità. Il caso è stato anche segnalato dal genitore di un giocatore al deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli, secondo cui ci «troviamo di fronte a un fatto gravissimo e inaccettabile».
Rissa in campo durante il match sul litorale Domitio, scontri e minacce tra giovanissimi
«Lo sport giovanile – aggiunge Borrelli – dovrebbe rappresentare un momento di crescita, rispetto e aggregazione, non una zona franca per delinquenti e violenti. È assurdo che ragazzi di 17 anni debbano subire aggressioni fisiche e minacce, e che sia necessario l’intervento della polizia per farli uscire sani e salvi da un impianto sportivo».
Secondo quanto ricostruito e documentato anche da materiale video diffuso sui social, la tensione è esplosa in campo quando un giovane calciatore dell’Albanova, intervenuto per sedare una lite tra compagni ed avversari, è stato pesantemente insultato e aggredito da tre giocatori della squadra di casa. Dalle tribune degli ultras locali hanno incitato alla violenza tentando di scavalcare le transenne di protezione.
Così, di fronte all’impossibilità da parte del giovane arbitro di gestire la rissa, i dirigenti dell’Albanova sono stati costretti a sospendere il match e a scortare d’urgenza i propri ragazzi negli spogliatoi.
All’esterno dello stadio, un gruppo di circa trenta persone ha atteso la squadra ospite lanciando minacce, rendendo quindi indispensabile l’intervento delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza e l’evacuazione dei giovani atleti e delle famiglie.
Borrelli lamenta «il totale silenzio dei dirigenti della squadra ospitante e la sfrontatezza con cui alcuni responsabili hanno pubblicato sui social i video dell’agguato, vantandosi dei propri comportamenti prepotenti. Chiedo un intervento immediato e severissimo della Figc e della Giustizia Sportiva: porte chiuse, squalifiche esemplari e Daspo per chi incita alla violenza».
