HomePoliticaManifesto anonimo. Il sindaco: «Denuncia contro ignoti»

Manifesto anonimo. Il sindaco: «Denuncia contro ignoti»

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«Una denuncia è stata sporta contro ignoti sulla questione del manifesto denigratorio affisso ai muri della città sabato scorso». Lo ha riferito il sindaco di Qualiano Salvatore Onofaro nel corso del consiglio comunale che si è tenuto ieri nella Casa Comunale di Piazza del Popolo. Il primo cittadino, incalzato dal consigliere dell’Udc Domenico Marrazzo, ha espresso solidarietà ai tecnici dell’UTC e ai militari dell’Arma, alcuni di essi presenti nella sala dell’assise tra cui il comandante della stazione il maresciallo Carlo Barresi. Domenico Marrazzo ha sottolineato quanto sia «efficace il lavoro della Benemerita qualianese, diretta dall’ottimo maresciallo Barresi, grazie al quale – ha aggiunto Marrazzo – l’abusivismo è stato praticamente debellato».
E’ ragionevole immaginare che sulla vicenda siano in corso accertamenti. Al termine dell’Assise il primo cittadino e il comandante della locale stazione dei carabinieri hanno tenuto un vertice al secondo piano del Comune per fare il punto sulla situazione. Sarebbero già state visionate le immagini del circuito di videosorveglianza di Piazza del Popolo per identificare i responsabili delle affissioni del manifesto in questione. Il caso, lo ricordiamo, ha sollevato molto scalpore per i contenuti gravi e diretti ad alcuni membri dell’ufficio tecnico e più in generale ai dipendenti dell’Ente di Piazza del Popolo, senza contare un riferimento alla complicità con le forze dell’ordine locali.
Per molti, «il messaggio contenuto nel manifesto sarebbe ambiguo. Alcuni riferimenti – fanno notare gli addetti ai lavori – sono errati. Forse volutamente o per depistare e confondere chi in queste ore cerca di individuare i responsabili, fatto sta che le circostanze esposte nel manifesto sarebbe incoerenti». Per molti altri però, il problema non sono i fatti raccontati, ma l’esistenza acclarata di lobby all’interno della Casa Comunale. «Senza fare gli ipocriti – hanno commentato alcuni cittadini all’uscita della sala del consiglio comunale – situazioni di questo tipo esistono e le conoscono tutti. E’ difficile dimostrarlo, questa è la verità, ma “se non hai un santo in paradiso” hai poche possibilità di vedere riconosciuti diritti normalmente acquisiti da liberi cittadini».

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