HomePoliticaRitorna la «Prima Vera» per dire no al termovalorizzatore

Ritorna la «Prima Vera» per dire no al termovalorizzatore

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Li avevamo salutati il 20 marzo, i partiti e le associazioni giuglianesi cstituenti la “Prima Vera”. I sette soggetti politici cittadini -Idv, Udc, Pd, Socialisti Italiani, Prc,Verdi,Sel- e il movimento politico ‘La Fabbrica di Nichi’ avevano chiuso l’evento di presentazione sottolineando che «a breve sarebbero partiti i tavoli tematici» per sostenere fattivamente il «rilancio di Giugliano». La notizia della costruzione di un impianto di termovalorizzazione a Taverna del Re ha però riportato a galla una questione che già qualche anno fa ha smosso le acqua politiche giuglianesi contrapponendole, con netta sperequazione, tra favorevoli e contrari. A prendere posizione quindi, oggi, anche il gruppo de “La PrimaVera” che ha avviato a partire da ieri sera una serie di incontri per definire le modalità d’azione per rimarcare il loro secco no alla costruzione del nuovo impianto. Così, dalle pagine del più noto social network, informano che domenica 3 aprile daranno vita alla prima assemblea pubblica «per dire no agli inceneritori». L’incontro, che avrà luogo a piazza Matteotti, sarà aperto- come da ‘statuto’ del nuovo gruppo giuglianese- a tutta la cittadinanza del comune a nord di Napoli ed ai casertani che, vivendo a confine con Giugliano, di fatto si troveranno a vivere le stesse dinamiche politico-ambientali. A partire dalle 17 e fino alle 20 si discuterà quindi delle imminenti ‘azioni’ per contrastare la nuova costruzione. «Una scelta assurda- chiosano gli organizzatori- quella di bruciare le balle di Taverna del Re,alla quale non possiamo che dire di no». Puntano inoltre sulla tanto auspicata bonifica del territorio. «Ci aspettavamo la bonifica-hanno infatti spiegato- ed invece ci hanno mandato un termovalorizzatore».
Singolare e provocatoria la scelta del manifesto adottato, nel definire l’assemblea, dal presidio permanente di Taverna del Re. Un pacchetto di sigarette che termina con il camino di un termovalorizzatore. La scritta sul ‘pacchetto’ ricorda che «il fumo- alludendo in questo caso al fumo degli inceneritori- provoca cancro ai polmoni», invitando chi legge a non farsi ingannare da «chi dice che il fumo non fa male» e ripetendo a gran voce che quel che chiedono è la «bonifica ambientale» e «la raccolta differenziata».

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