Incontriamo il segretario comunale del Partito Democratico, Rino Savanelli, per fare il punto della situazione politica mugnanese, considerato che il Pd è all’opposizione dopo la vittoria del sindaco Giovanni Porcelli appoggiato da una coalizione formata da Udc e liste civiche composte anche da ex esponenti del Partito Democratico. Da alcune settimane, Mugnano è nel mirino delle cronache per la vicenda delle lettere anonime, di cui una contenete un proiettile recapitata al sindaco e un’altra recapitata a politici, giornali e a forze dell’ordine, contenenti gravissime accuse per presunti affari e legami tra camorra e personaggi politici. Nella missiva infatti si denunciavano gravi interferenze nella gestione di appalti, concessioni, licenze commerciali e negli affidamenti degli incarichi. Sul caso indaga già la magistratura. Fu proprio il Pd insieme al Pdl, ai Popolari democratici, alla Democrazia cristiana, al Sel, a Fli e all’Api a rendere pubblica quest’ultima ed a richiamare l’attenzione dei media sulla vicenda.
Partiamo dalla situazione interna al Pd, ad un anno dalla sconfitta elettorale, qual è la condizione attuale del partito?
Il Pd dopo la sconfitta elettorale ha saputo ritrovare unità ed entusiasmo, lo si è visto in questi mesi quando abbiamo realizzato la raccolta firme contro l’aumento della Tarsu realizzato dall’attuale amministrazione, stiamo cercando di comunicare con la città attraverso un giornale di informazione periodico, abbiamo realizzato una mostra fotografica che ha evidenziato l’inefficienza dell’azione di governo locale. Finalmente è stato costituito un gruppo dei Giovani Democratici che a breve partirà con delle iniziative sul territorio. Siamo di fatto l’unica forza politica che non si chiude nelle stanze di palazzo o apre comitati elettorali solo per appuntamenti elettorali.
Recentemente Lei è entrato in Consiglio Comunale, quale sarà la sua linea di Opposizione?
Stiamo facendo opposizione in maniera rigorosa, denunciando ed evidenziando i limiti di un’azione di governo, e i problemi che esistono a Mugnano. Non ci sono rancore né personalismi nel dire che a Mugnano in un anno non solo non è cambiato nulla, come ci avevano promesso in campagna elettorale, ma non sono state gettate le premesse neanche per i prossimi anni. Lo dimostra il fatto che in un anno le delibere dell’attuale amministrazione sono prevalentemente incarichi professionali e contributi per associazioni. In questi pochi mesi abbiamo presentato alcune Interrogazioni Consiliari su alcuni disservizi presenti sul territorio, e solo a seguito delle nostre segnalazioni sono stati risolti. Basti pensare alla casa comunale che era stata vandalizzata, alla gestione dell’isola ecologica al momento ancora chiusa.
Durante l’ultimo Consiglio Comunale Lei è intervenuto molto duramente circa le missive anonime di matrice camorristica pervenute al Comune, puoi chiarirci il suo punto di vista in proposito?
A questo punto la cosa migliore è cercare di raccontare i fatti. Alcune settimane fa è arrivata una lettera anonima che denunciava presunte parentele e affari tra alcuni esponenti della maggioranza e la camorra. Successivamente, è giunta al comune una lettera con un proiettile. Dopo quel Consiglio Comunale abbiamo letto sui giornali e sui muri della città dichiarazioni che alludevano ad una matrice della malavita organizzata per quel gesto. Solo a seguito di ciò, le forze di opposizione hanno ritenuto doveroso informare la città del contesto in cui si sta sviluppando la vicenda. Ho chiesto al Sindaco senza ricevere risposta quali erano gli atti che l’amministrazione aveva messo in campo sul tema della lotta alla criminalità organizzata? Su quali atti l’amministrazione poteva essere stata minacciata? Ho chiesto chiarimenti senza ricevere, anche in questo caso, risposta sulle dichiarazioni del Sindaco in un comunicato stampa in cui parlava di sponde dell’opposizione con la camorra e di un patto camorra politica presente sul territorio, l’ho invitato a fare nomi e circostanze. “A pensar male si fa peccato, ma spesso si azzecca”, diceva un noto politico nazionale. Non vorrei pensare che questa vicenda, o con dolo o in buona fede, voleva servire per spostare l’attenzione dalla sempre maggiore manifesta incapacità amministrativa, e da una difficoltà politica e un malumore che inizia a serpeggiare tra i consiglieri della maggioranza. Anche perché ho chiesto e chiedo che relazione c’è tra la camorra e il fatto che il centro fieristico, le ville comunali, l’Ipab a Via Ritiro, l’isola ecologica sono ancora chiusi, che relazione c’è tra la camorra e il fatto che la gara per la riscossione dei tributi è andata deserta più volte, e il fatto che non si ha ancora un’idea di gestione per il mercato ittico. Su certi temi c’è bisogno di serietà e di rigore, a partire dalla selezione della classe politica, non serve la demagogia.


