6mila 657 voti di scarto. Sta tutta qui, nella forza dei numeri, la vittoria di Mario Cavallo. Un successo che non ammette discussioni e che va persino oltre le più rosee aspettative dei sostenitori del noto medico maranese. Una vittoria di portata storica, sancita da un ballottaggio da cui era rimasto fuori Mauro Bertini, che pure era riuscito a portare a casa (al primo turno) la bellezza di 8mila 150 voti. Il neo sindaco, che fino a pochi mesi fa era in lizza per una candidatura nelle fila del Pdl, si prende una rivincita attesa oltre vent’anni, allorquando la spuntò sul defunto ex sindaco Lello Credentino, ma dovette poi “piegarsi” (la legge elettorale era diversa) alla volontà del Consiglio comunale. Una vittoria, quella riportata contro l’avvocato Ferdinando Scotto, frutto di numerosi fattori. A Mario Cavallo vanno riconosciute alcune doti, soprattutto umane oltre che politiche, e un atteggiamento fiero e allo stesso tempo disincatato che fa molta presa su alcuni strati della popolazione. La sua vittoria è anche figlia dell’accordo con il Partito democratico, sponsorizzato e orchestrato (tra gli obiettivi c’era anche quello di ostacolare l’ascesa di Bertini) dal consigliere regionale Corrado Gabriele: un’intesa strategica o un’alleanza spuria (cosi’ è stata definita dai competitor del neo primo cittadino), stipulata in extremis quando ormai, dopo un’estenuante querelle interna e con gli ex alleati, i democrats sembravano condannati all’isolamento e pronti a ripresentare il primo cittadino uscente Salvatore Perrotta. Una vittoria – inutile negarlo – anche frutto degli errori commessi dalle forze a sostegno di Ferdinando Scotto, stimato professionista, ma di certo poco radicato sul territorio, tra cui Pdl e Udc. In pratica un’Invincibile Armada che si è subito inabissata non appena giunta al largo del Canale della Manica. Anche se non sappiamo in che termini, avrà di certo inciso la decisione di non assestare il colpo del ko a Salvatore Perrotta, che ha quindi potuto affrontare la campagna elettorale (con tutti gli inevitabili vantaggi del caso) da sindaco in carica. Ex primo cittadino che ora, in virtù delle sue 600 e passa preferenze, sembra destinato a ricoprire la carica di presidente del civico consesso. Non hanno giovato inoltre le polemiche, tutte interne ai due principali partiti dell’area moderata, sorte in seguito all’ufficializzazione della candidatura Scotto, la cui gestione ha spinto alcuni ex consiglieri ed ex assessori ad abbracciare il progetto Cavallo. Il successo di Mario Cavallo è anche ascrivibile a un’abile e poco contrastata – almeno nella prima parte della campagna elettorale – operazione di marketing, tutta giocata sull’equivoco della denominazione politica: Cavallo, storico esponente della destra cittadina, è diventato improvvisamente, per effetto dell’accordo con il Pd e i redivivi Verdi, il leader del centrosinistra. Il neo sindaco, una volta archiviati i festeggiamenti di rito, dovrà tenere testa a un’opposizione che, contrariamente al recente passato (eccezion fatta per Bertini e pochi altri consiglieri), si preannuncia tutt’altro che arrendevole; dovrà smentire i suoi detrattori, quelli che da sempre manifestano perplessità circa le sue qualità politico-amministrative; dovrà infine saper gestire al meglio i rapporti con il Pd, unica forza politica realmente strutturata all’interno della coalizione premiata dalle urne e che avrà in Consiglio ben 4 rappresentanti, presidente dell’assise cittadina incluso, e un assessore in giunta.
Marano: Cavallo abbatte la corazzata Pdl-Udc
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