Futuro ancora incerto per i centocinquanta bambini ospitati nel plesso scolastico di via San Marco, la struttura prefabbricata realizzata nel 1998 dal Comune all’interno di un’area privata presa in fitto mediante la stipula di una convenzione. Scaduta l’ennesima proroga, i titolari dell’area – che nel corso degli ultimi tredici anni hanno percepito un piccolo indennizzo per l’occupazione del suolo di loro proprietà – sollecitano nuovamente lo smantellamento della struttura e minacciano battaglia. “Abbiamo una regolare concessione edilizia, chiediamo che venga riconosciuto il nostro legittimo diritto – spiegano Raffaele e Castrese Liparulo, titolari del terreno in cui è stato installato il container – Lo smantellamento della struttura non è ancora avvenuto, nonostante sia scaduta l’ennesima proroga che, solo per senso di responsabilità, avevamo concesso al Comune. Dall’amministrazione comunale pretendiamo risposte chiare, sia sui tempi dello smantellamento della struttura sia per quel che concerne le modalità di un eventuale nuovo accordo. In caso contrario – aggiungono – non consentiremo agli addetti al verde pubblico di ripulire l’area dalle sterpaglie”. Con l’avvio dell’anno scolastico oramai alla porte (A San Marco è slittato di qualche giorno proprio per consentire al Comune di dirimere la querelle con i proprietari dell’area), non è ancora chiaro quale sarà il futuro per i centocinquanta bambini, tutti residenti nelle popolose frazioni periferiche di via San Marco e via San Rocco, che da oltre un decennio usufruiscono delle aule ricavate dal container, in attesa che l’Ente cittadino realizzi una moderna struttura scolastica già prevista dai Peep (piani per l’edilizia economico-popolare), per un importo di circa 3milioni di euro, nel comparto denominato C4. A mettere un po’ d’ordine nell’intricata vicenda ci prova Emma Buondonno, assessore all’Urbanistica e ai Lavori pubblici della giunta Cavallo. “Sono fiduciosa – rassicura l’assessore al ramo – Proprio stamane incontreremo i titolari dell’area e sono convinta che troveremo l’accordo per ripulire l’area e riaprire la scuola. Quanto alla realizzazione della nuova struttura, occorrerà attendere ancora un po’ di tempo. Nel frattempo però, dopo aver riattivato la procedura di variante urbanistica, già ripresa dalla precedente Amministrazione, realizzeremo una nuova e funzionale struttura prefabbricata dove poter ospitare temporaneamente i bambini”. Un’opzione, quella del container, che fa storcere il naso a qualche genitore ma che viene difesa dal neo assessore all’Urbanistica: “Il ricorso al prefabbricato non va assolutamente demonizzato – sottolinea Emma Buondonno – specie se si tratta di strutture leggere, eco-compatibili e che non arrecano danni al sottosuolo. Una struttura scolastica moderna dovrebbe avere tali caratteristiche. Il problema vero è un altro: questi container dovrebbero essere sostituiti dopo un certo numero di anni, al massimo dieci”. Rassicurazioni arrivano anche per i genitori degli studenti della Domenico Amanzio, storico plesso scolastico ubicato nel cuore antico della città, già oggetto di lavori di adeguamento: “All’Amanzio – conclude l’assessore ai Lavori pubblici – è agibile il secondo piano della palazzina, ad eccezione di tre aule in cui bisognerà completare gli interventi. A tal proposito, stiamo provvedendo a bandire una gara per la manutenzione ordinaria e straordinaria di tutte le scuole”.
(Il Mattino 13/09/2011)
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