NAPOLI. Tremila persone sono giunte ieri nella Chiesa di San Giorgio ai Mannesi per i funerali di Annalisa Durante, la ragazza di 14 anni uccisa a Napoli. Attorno alla bara bianca di Annalisa, coperta da decine di corone di fiori bianchi, i parenti della ragazza con il padre Giovanni. La madre Carmela, non è stata presente al rito funebre perché molto provata dalla morte di Annalisa e le sue condizioni non le hanno consentito di partecipare alla cerimonia.
“Amore mio, guarda che t’hanno fatto. Guarda che t’hanno fatto”. A lacerarsi dal dolore il papà Giovanni Durante all’arrivo in chiesa della bara di mogano bianco con la ragazza. Il papà ha accarezzato la bara all’altezza della testa della bambina e l’ha chiamata più volte: “Sono tre giorni che non ti vedo. Vi prego aprite questa cassa, voglio rivedere mia figlia”. Sulla bara è stato deposto un cuscino di rose bianche della zia mentre una cugina ha appoggiato il velo bianco che Annalisa indossò il giorno della prima comunione.
In chiesa centinaia di persone provenienti da tutta la città che parlano dell’esasperazione per i continui agguati di camorra che sempre più spesso colpiscono cittadini inermi. Numerosi anche gli striscioni, le lettere ed i volantini degli amici. Su un drappo bianco si legge: “Nei nostri cuori è rimasto inciso un sorriso di un fiore che mai appassirà”, firmato dalle amiche di vico Maiorano. Su un altro: “Alla dolce Annalisa, sarai sempre nei nostri cuori”.
La bara di Annalisa sorretta dai familiari e seguita dal padre Giovanni e dalla sorella è stata portata lungo i vicoli del popolare rione Forcella invasi da migliaia di persone. Lungo lo stretto dedalo di viuzze la gente affacciata ai balconi ha applaudito il passaggio del feretro bianco, mentre i negozi hanno tutte le saracinesche abbassate. La bara è passata sotto casa della famiglia Durante dove gli è stato tributato l’ennesimo applauso, proprio accanto ad una saracinesca ancora bucata dai proiettili, uno dei quali ha ucciso sabato scorso Annalisa.
“Assassini, assassini”, ma anche “Giustizia, giustizia”. Con queste parole la gente del Rione di Forcella ha accolto il passaggio della bara di Annalisa davanti all’abitazione della famiglia, a pochi metri da una delle case della famiglia Giuliano.
Il sindaco Rosa Russo Iervolino ha proclamato una giornata di lutto cittadino e in mattinata si era riunita con i dipendenti del Comune nell’androne di Palazzo San Giacomo per un minuto di raccoglimento dedicato ad Annalisa e agli altri innocenti colpiti dalle pallottole della camorra, da Silvia Ruotolo alla piccola Valentina, al bimbo di dieci mesi Gioacchino Costanzo. “Questa simbolicamente si chiamerà via Annalisa”. Così ha detto il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, dopo la conclusione del rito funebre. “Quando sono arrivato qui – spiega Bassolino – un cittadino che non conosco mi si è avvicinato, chiedendomi se potevamo chiamare Forcella via Annalisa. Non so se sarà possibile, poiché è complicatissimo cambiare nome: ma da oggi simbolicamente questa e’ via Annalisa, ex via Forcella”.


