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venerdì, Aprile 12, 2024
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La camorra? Un affare anche del Nord. In corso maxi operazione in Friuli Venezia Giulia

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‘-C’è anche Verona tra le città coinvolte nell’inchiesta della Dia di Trieste sul riciclaggio di somme provenienti da attività illegali tramite l’intestazione fittizia di quote societarie a prestanome, a favore della criminalità organizzata campana. Guardia di Finanza di Trieste e Carabinieri di Udine hanno perquisito 12 abitazioni e 20 tra sedi societarie e punti di ristorazione anche a Trieste, Udine, Milano e Napoli.

Sono stati avviati accertamenti bancari a livello nazionale sul transito di flussi di denaro su 150 conti correnti bancari. Tra gli indagati figura un gestore di diverse attività economiche di Trieste intestate a prestanome, e un professionista che avrebbe svolto il ruolo di ‘coordinatore’ delle attività illegali stipulando contratti commerciali, anche per valori milionari, acquisizioni di quote societarie e creazione di holding in varie città a favore degli indagati per riciclaggio.L’indagine è stata supportata dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, già camorrista di spessore.




Sono un centinaio i militari delle Fiamme Gialle e dell’Arma del Friuli Venezia Giulia, del Veneto, di Lombardia e Campania coinvolti in una serie di perquisizioni in corso da questa mattina nei confronti di persone e alcune sedi di società a Trieste, Udine, Verona a Milano e Napoli.



Riciclaggio di denaro

L’inchiesta rientra nell’ambito di un’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste sul riciclaggio di somme provenienti da attività illegali mediante l’intestazione fittizia di quote societarie a prestanome, a favore della criminalità organizzata campana.

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I numeri

Le perquisizioni, predisposte dal Procuratore della Repubblica di Trieste Carlo Mastelloni e dal sostituto Federico Frezza, interessano 12 abitazioni e 20 tra sedi societarie e punti di ristorazione.




Friuli non più immune

“È possibile realisticamente ritenere che anche il tessuto economico del Friuli Venezia Giulia non possa più considerarsi immune da tentativi compiuti di infiltrazioni della camorra – afferma il Procuratore capo di Trieste, Carlo Mastelloni, commentando l’indagine -“.

Sono stati avviati accertamenti bancari a livello nazionale sul transito di flussi di denaro su 150 conti correnti bancari. Tra gli indagati figura anche il gestore di diverse attività economiche del capoluogo regionale, intestate a prestanome, uno dei quali risulta aver finanziato società per valori sproporzionati alle proprie capacità economiche.

Coinvolto anche un professionista che avrebbe svolto il ruolo di “coordinatore” delle attività illegali stipulando contratti commerciali, anche per valori milionari, acquisizioni di quote societarie e creazione di holding in diverse città a favore degli indagati per riciclaggio. Il quadro investigativo, sottolinea la Procura, «risulta arricchito da dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia, già camorrista di spessore, che ha fornito agli inquirenti una chiave di lettura coerente quanto ai progressivi arricchimenti e un valido contributo informativo sulla eziologia e quindi sulla ricostruzione di condotte illecite pregresse attribuibili al ristoratore e all’intero circuito criminoso».

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