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«Sono Gennaro, questo ti basta sapere». Ecco come il boss aveva chiesto il pizzo

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«Sono Gennaro, tanto ti basta sapere». Non aveva dubbi Gennaro Formigli, 70 anni, un nome e un volto che al Vomero-Arenella non è mai passato inosservato. Quell’uomo di fronte a lui, titolare di un garage in via Alfredo Rocco, non poteva non conoscerlo e soprattutto avrebbe capito cosa doveva fare. Ma le altre frasi pronunciate, tra cui un’emblematica “ora è il momento di aiutare gli amici del Vomero in cella”, gli sono costate le manette. Dall’ombra sono spuntati i carabinieri in borghese in appostamento e per il ras, ritenuto al momento il reggente del clan Cimmino nell’area collinare, sono scattate le manette.



L’operazione antiracket (fermo restando la presunzione d’innocenza dell’indagato fino al-l’eventuale condanna definitiva) è stata compiuta venerdì scorso, ma soltanto ieri con la convalida del fermo ne è stata data notizia. L’accusa per Gennaro Formigli è di tentata estorsione con l’aggravante mafiosa in concorso con persone da identificare ancora, ma sulla cui identità gli investigatori avrebbero già qualche idea. Tutto è cominciato giovedì in un parcheggio privato all’Arenella,dove alcuni uomini si sono presentatI come “la gente del Vo-mero”, lasciando detto all’operaio presente che il giorno successivo sarebbero tornati per parlare con il proprietario. All’indomani, preoccupato, il titolare dell’attività è andato dai carabinieri della Stazione Vomero-Arenella, raccontando quanto era successo. Ma pro-prio mentre era in caserma ha ricevuto una telefonata: «Gli amici del Vomero» volevano parlargli. I militari dell’Arma hanno quindi immediatamente organizzato un servizio di appostamento nei pressi del garage e hanno potuto osservare chea ll’arrivo del proprietario, un uomo lo aveva avvicinato per informarlo che a breve sarebbe arrivato a parlargli “gente del Vomero”. Dopo pochi minuti, come annunciato, è arrivato a via Alfredo Rocco Gennaro Formigli. Il quale ha esordito con «sono Gennaro, tanto ti basta sapere…» e, dimostrandosi a conoscenza della sua attività imprenditoriale, gli ha detto: “in passato non hai mai aiutato gli amici del Vomero…io mi sono fatto 27 anni di carcere…ora è arrivato il momento di aiutare gli amici in cella: dovete fare un regalo ai compagni. Noi teniamo un sacco di problemi e li dobbiamo mantenere i compagni di cella….cercate di capire….”. Un tentativo di estorsione palese secondo gli investigatori, incorniciato dal fare minaccioso e dalla sottolineata appartenenza al clan radicato nel quartiere collinare. I carabinieri sono usciti allo scoperto e hanno ammanettato Formigli, sottoposto a fermo per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e accompagnato al carcere di Secondigliano.

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