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GUERRA DI CAMORRA. Agguato alla cornetteria, gli altri clan della Sanità provano ad annientare i Vastarella

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Tutti (o quasi) uniti contro i Vastarella. Sembra essere questa la strategia messa in campo dai Sequino per arginare il potere, crescente, della cosca di vico Fontanelle. Gli equilibri nel rione Sanità sono da tempo saltati e nell’ultimo periodo lo scontro armato sta diventando sempre più serrato. E’ questa la preoccupazione degli investigatori che indagano sull’agguato avvenuto domenica sera ai Colli Aminei che ha provocato la morte di Antonio Bottone, 28enne dei Colli Aminei, ed il ferimento di Daniele Pandolfi del Rione Sanità. I due, per gli inquirenti, avevano frequentazioni con i Vastarella. La cosca di vico Fontanelle, dopo il duro scontro con gli Esposito-Genidoni (l’agguato al circolo costò la vita a Giuseppe Vastarella e al cognato Salvatore Vigna) conclusosi con la cacciata degli ‘eredi’ del ras Pierino Esposito, ha avviato una serie di attività ‘aggressive’.

A fare da spartiacque è stato il duplice omicidio Esposito-Marfè. Nell’agguato al ras del Cavone, Salvatore Esposito, infatti perse la vita Ciro Marfè, parente del ras e, soprattutto, appartenente ai Sequino. E’ stata questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso e fatto scattare la ‘repressione’ da parte dei Sequino. La ‘risposta’, secondo gli inquirenti, fu l’omicidio di Vittorio Vastarello. Gli equilibri trovati però durarono pochissimo tempo. Gli ultimi episodi da segnalare sono il tentato omicidio di Giovanni Sequino. Il ferimento del nipote del ras avrebbe scatenato, secondo gli investigatori, la furia dei Sequino che potrebbe essere sfociata nell’agguato ai Colli Aminei. Inoltre l’eccesso di potere preso dai Vastarella negli ultimi mesi avrebbe costretto anche gli altri gruppi presenti al rione Sanità a rintanarsi nei propri covi, ma l’esplosione dello scontro con i Sequino avrebbe permesso agli altri gruppi di valutare la possibilità di limitare l’aggressività dei Vastarella.

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I gruppi più piccoli, infatti, dopo aver partecipato alla cacciata degli Esposito dal rione, temevano che i Vastarella potessero avere mire espansionistiche. Da qui la volontà di infliggergli colpi pesanti per riportare la tranquillità nella zona. Una situazione che, però, vede impegnate anche le forze dell’ordine, impegnate nel limitare le azioni dei clan e di smilitarizzare il rione. Gli ultimi agguati, infatti, fanno temere un possibile inasprimento del conflitto tra i gruppi contrapposti, aumentando così i pericoli per l’incolumità pubblica e, soprattutto, mettendo fortemente a rischio altre vite umane. Per questo le forze dell’ordine hanno deciso di intensificare i controlli nelle zone maggiormente frequentate dai gruppi criminali in lotta, al fine di evitare l’esplosione di una faida.

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