Uno spettacolo pirotecnico degno di una festa di piazza che è durato quasi un’ora nel rione Sanità, il tutto dopo l’agguato nella cornetteria dei Colli Aminei dove ha perso la vita Antonio Bottone ed è stato ferito l’amico Daniele Pandolfi. Un dato questo che – come riportato da Il Roma – potrebbe consolidare ulteriormente la pista in cui sarebbe maturato l’omicidio dell’altra note: la guerra trai clan Sequino-Savarese e i Vastarella. Secondo gli investigatori oltre al sicario, spalleggiato da un complice in attesa su un ciclomotore, sarebbe stato presente sul luogo del delitto anche un altro uomo. Si tratta dello specchiettista che dato l’ok al killer all’arrivo di bottone e Pandolfi nella cornetteria.
Un’azione dunque ben pianificata e studiata nei minimi particolare per freddare il 28enne che era ritenuto vicino al clan Vastarella. Sia Bottone che Pandolfi negli ultimi due mesi sono stati fermati e controllati insieme e frequantavano abitualmente i vicoli della Sanità. I due, per gli investigatori, erano tenuto d’occhio già da tempo. Il raid infatti è scattata in un luogo solitamente non frequentato dalle due vittime. Quindi erano pedinati da diverso tempo.


