HomeCronaca«E' vero, ci siamo amate..ecco dove ci incontravamo.. ». L'insegnante ammette la...

«E’ vero, ci siamo amate..ecco dove ci incontravamo.. ». L’insegnante ammette la storia lesbo con la sua ex alunna

PUBBLICITÀ

Ha ammesso parzialmente gli addebiti a suo carico, dichiarando al giudice di aver intrattenuto una relazione con una sua alunna, l’insegnante della provincia di Caserta finita sotto inchiesta nel Grossetano.
La storia ha destato grande scalpore ed ha coinvolto una ragazza di 15 anni, studentessa di un istituto superiore della provincia, la quale avrebbe avuto una relazione con una sua insegnante quarantenne, sposata e con figli.
La procura di Grosseto ha aperto un’inchiesta. E’ stato effettuato anche un incidente probatorio.
L’insegnante (difesa dall’avvocato Dario Carmine Procentese) è stata sottoposta ad un interrogatorio parlando davanti ai magistrati di quella storia.

Ecco in esclusiva uno stralcio delle sue dichiarazioni: “Dissi ai miei alunni che ero a loro disposizione se avessero avuto bisogno di confidarsi. Quell’alunna si avvicinò alla mia macchina e si sfogò della sua situazione personale, poi il giorno dopo mi contattò su Facebook per ringraziarmi di averla ascoltata. Nei giorni successivi ci siamo scambiati i numeri di telefono ed abbiamo iniziato a messaggiarci su WhatsApp”.
L’insegnante ha raccontato i dettagli della storia. “Una mattina venne in laboratorio e mi disse che era triste perchè si era lasciata con la sua ex ragazza. Lì scoprì la sua omossessualità. In quell’occasione le diedi un bacio sulla fronte e sulle labbra, non so bene perchè non per sensualizzarla ma come se fosse una sorella. Nei giorni seguenti i contatti divennero sempre più frequenti fino a diventare ossessivi. A me piaceva trascorrere tempo con lei…poi un giorno, in treno, ci fu un bacio passionale che sancì l’inizio della nostra storia”.
L’insegnante ha parlato nel corso dell’interrogatorio anche di dettagli molto intimi, troncati quando la donna si è accorta che quella relazione stava diventando molto pericolosa. “Le dissi questa mia volontà sia verbalmente che tramite sms, ma lei mi chiedeva di non abbandonarla e minacciato anche il suicidio. Una volta mi inviò delle foto anche con un fazzoletto di sangue, altra volta dei tagli al polso. Questa cosa mi suggestionò, tant’è che chiesi aiuti al padre della ragazza chiedendogli di toglierle il telefonino. Poi venni a sapere che giravano voci a scuola sulla nostra relazione, infatti fui chiamata dalla preside e da lì si è saputo”.
Dall’interrogatorio, dunque, è emerso che non ci sarebbero state pressioni o molestie nei confronti della ragazza, ma la legge vieta di avere rapporti tra una maggiorenne e una persona che ha meno si 16 anni, circostanza oltretutto aggravata dal fatto che la maggiorenne ha anche un ruolo, come quello dell’insegnante, a cui i genitori affidano i figli con fiducia.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ